Con feste e sagre rinviate, l’economia locale della montagna è in ginocchio
Reggio Emilia, senza gli stand e i pentoloni in piazza, si torna alla tradizionale rete di vendita ma le perdite sono anche per l’indotto. Viaggia meglio il settore ristorazione
CARPINETI. Sono fra le principali vittime autunnali dell’emergenza sanitaria, le sagre e le feste della castagna che da decenni punteggiano l’Appennino. Tutte, in pratica, si sono dovute arrendere.
Dalla storica festa di Marola, annullata dopo oltre mezzo secolo di edizioni ininterrotte, a quella del marrone di Felina e di Cortogno alle altre manifestazioni che dalla pedecollina sino a quota mille metri animavano questo mese. Qualche evento ha resistito, ma in forma fortemente ridotta, senza la possibilità di ospitare molte persone né tanto meno di garantire la consueta proposta.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.39432280:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2020/10/18/news/per-castagne-e-marroni-e-un-anno-speciale-per-qualita-del-raccolto-1.39432280]]
Marola di Carpineti, con le sue tre domeniche consecutive di attività, radunava migliaia di persone alla volta, e centinaia si ritrovavano affiancate attorno ai grandi pentoloni delle mondine e del vin brulèe montati nel centro della piazza del paese, pronti a servire prodotti caldi dalla tarda mattinata sino a sera.
Praticamente impossibile pensare un allestimento adeguato, se non con modalità che avrebbero reso difficoltosa la fruizione. Le varie Pro Loco e i vari enti pubblici hanno quindi cancellato a malincuore gli appuntamenti dal calendario, dopo aver atteso sino all’ultimo nella speranza di potersi comunque presentare.
Ma il progressivo peggioramento emerso da settembre e proseguito sino ad oggi ha spinto alla precauzione anche chi aveva già imbastito i programmi di massima. L’impatto è pesante, per il morale in un anno già di suo cupissimo, ma pure per l’economia della castagna e del turismo.
Le feste della castagna erano il principale momento di vendita dei frutti raccolti nei mesi precedenti. Gli organizzatori acquistavano quintali e quintali di castagne e di marroni per servire mondine e balussi ai partecipanti all’interno dei vari banchetti gastronomici, e i produttori potevano contare – oltre che su compratori all’ingrosso affidabili – anche su una vetrina tematica notevole in cui poi organizzare i propri mercatini di specialità tipiche. E l’indotto non riguardava solo la castagna in sé, questi momenti erano fra i più attesi per il miele, per il balsamico, per chi si occupa di formaggi come di salumi o di colture vegetali stagionali e tradizionali.
Nel 2020 è necessario affidarsi a reti più tradizionali, a negozi, a conoscenti che in ottobre sono abituati comunque a farsi le loro scorte di castagne e marroni per il Natale e per l’inverno. E agli sforzi comunque messi in campo. A Marola, nei fine settimana i produttori del Consorzio Castanicoltori sono presenti in piazza con una loro postazione, grazie alla collaborazione con la Pro Loco, per cercare di garantire un minimo di attrattività anche per i ristoranti e i negozi della zona, che ad autunno hanno sempre registrato grandi pienoni.
E anche nel 2020, almeno sul fronte gastronomia, le cose non stanno andando male, almeno al sabato e alla domenica. —
Adr.Ar.. © RIPRODUZIONE RISERVATA .
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
