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L’assemblea Goldoni e Arbos «Noi operai non molleremo»

S.A.
L’assemblea Goldoni e Arbos «Noi operai non molleremo»

Angelo Dalle Ave della Fiom: «Non ci faremo abbattere dall’incontro di venerdì e continueremo a lottare per il posto di lavoro»

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«Mi avevano presentato un’offerta di lavoro in un’altra azienda, ma ho rifiutato, perché è giusto rimanere qui, alla Goldoni, dove lavoro da anni, a lottare insieme ai miei colleghi e compagni per il futuro dell’azienda che ha fatto la storia nel settore delle macchine agricole».

Emanuele Sologni è molto determinato: dal presidio Goldoni non si smonta finché non si è ottenuto un obiettivo: salvare l’azienda.

E lo ha sottolineato a gran voce durante l’assemblea regionale della Fiom che si è svolta sotto i gazebo allestiti ad hoc davanti allo stabilimento di Migliarina. Lo aveva rimarcato ancor prima al presidio permanente, attivo dal primo settembre.

Ed Emanuele, come altri 210 non è mai stato assente quando è stato il turno di presidiare, sotto la pioggia battente o il freddo che anticipa l’inverno, degli ultimi giorni.

«Una volta la resistenza si faceva in montagna, adesso davanti alle fabbriche – aggiunge –. Dobbiamo resistere a chiunque venga qui e pensi di poter fare quello che vuole. Non è una questione di soldi, ma di dignità. Quella una volta persa non torna più».

Accanto ai lavoratori Goldoni, ora manifestano anche i 40 dipendenti Arbos, “consorella” dello storico brand e anch’essa controllata dalla cinese Lovol.

Proprio sul finire del tavolo di venerdì convocato dal Mise, anche per questi 40 addetti è arrivata la doccia fredda: Arbos ha chiesto il concordato. Si va, dunque, verso una volontà di dismettere lo stabilimento di Migliarina da parte dei cinesi.

Ieri mattina, per aggiornare i lavoratori e per dire ancora una volta che, invece, «la Goldoni va salvata. Punto», come recitano le sciarpe divenute simbolo della battaglia, c’è stata un’assemblea della Fiom Cgil davanti ai cancelli alla quale hanno partecipato anche alcuni addetti Arbos.

«Non ci faremo abbattere dall’esito dell’incontro di venerdì e continueremo a combattere per salvare il lavoro», esclama Angelo Dalle Ave, della Fiom.

Ieri anche la vicesindaco Stefania Gasparini ha partecipato all’incontro: «Non siamo contenti dell’incontro, perché la proprietà non mostra l’attenzione e il rispetto che deve ai lavoratori e alle istituzioni. Ma che non demordiamo e abbiamo fiducia nell’operato di Colla e del Ministero».

E il Comune di Carpi, esprimendo sostegno ai lavoratori, ha diffuso una coccarda con il messaggio: «La Goldoni non deve chiudere». —

S.A.

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