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Arrestato a casa sua dopo solo tre ore Aveva già ricaricato e nascosto l’arma

leonardo grilli
Arrestato a casa sua dopo solo tre ore Aveva già ricaricato e nascosto l’arma

Gaetano Lombardi riconosciuto grazie all’intuizione di un agente, il dirigente della Mobile: «Indagine complessa»

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reggio emilia

Quando ha aperto la porta agli agenti, davanti a lui con pistole in pugno e giubbotti anti proiettile, era in pigiama. Sguardo assonnato, capelli scompigliati e atteggiamento apparentemente tranquillo di chi non ha fatto nulla di male. Ma quella calma ostentata è gradualmente scomparsa quando i poliziotti della Mobile, perquisendo l’abitazione, hanno prima trovato in lavatrice dei vestiti identici a quelli indossati dall’autore della sparatoria in piazza del Monte. E, poco dopo, la pistola già ricaricata e accuratamente nascosta sotto al lavandino. Pronta per essere riutilizzata.

È così che è stato catturato il 43enne Gaetano Lombardi, nato in Campania ma da anni residente in centro storico, nei pressi di via Roma, professione operaio. Un arresto eseguito in appena tre ore dal momento dei fatti grazie a un complesso e abile lavoro di indagine della Squadra Mobile di Reggio Emilia, oltre che a una certa dose di fortuna. A spiegarlo sono stati, ieri in conferenza stampa, il questore Giuseppe Ferrari, il dirigente della Mobile, Guglielmo Battisti e il capo di Gabinetto della questura, Domenico De Iesu.

perfetti sconosciuti

A rendere difficile l’operato degli inquirenti soprattutto il fatto che i protagonisti della vicenda non si conoscessero affatto. Così come praticamente sconosciuti fra loro fino a quel momento erano anche molti dei giovani vittime dei proiettili di Lombardi: si erano ritrovati in piazza ed erano intervenuti a difesa di un loro coetaneo, marocchino di origine ma italiano di seconda generazione come loro, che stava discutendo con il 43enne. Nessun collegamento diretto per risalire a un movente, men che meno quindi a un nome. Mentre il 118 portava in ospedale i cinque feriti e carabinieri, finanzieri e polizia locale transennavano l’area e pattugliavano il centro, gli agenti della Mobile hanno quindi dovuto prendere altre strade investigative.

i video

Cruciale per il rapido arresto dell’uomo, sono stati quindi i numerosi filmati delle telecamere di videosorveglianza, oltre a quelli girati dai passanti che hanno assistito alla sparatoria. «Quando capitano fatti di questo tipo – ha spiegato Battisti – solitamente si indaga nei rapporti tra le persone coinvolte. Ma rapporti tra i cinque e chi ha sparato non ce n’erano, erano sconosciuti fino alle 22.40 di sabato, quando hanno avuto un banalissimo alterco in piazza Martiri. Grazie alle immagini delle telecamere abbiamo quindi ricostruito il percorso dei cinque e dell’autore della sparatoria».

Immagini che intanto venivano analizzate dal «grandissimo capitale umano della Mobile, che si è messo subito a disposizione. Abbiamo sentito i feriti in ospedale e grazie alla conoscenza del territorio e allo spirito investigativo siamo arrivati all’intuizione che quell’uomo che sparava in piazza potesse essere Gaetano Lombardi».

tradito dalle querele

Associare il volto del 43enne a quello dell’uomo autore della sparatoria, coperto con due giacche e con il viso in penombra, non è stato per niente facile. Vi è invece riuscito un agente della questura che ha riconosciuto Lombardi grazie alle numerose querele presentate dal campano, anche per questioni di poco conto.

Una testardaggine e un’indole puntigliosa che alla fine hanno tradito l’operaio. «Alle due di notte – ha concluso il dirigente della Mobile – siamo entrati in casa dell’uomo e abbiamo trovato sotto al battiscopa del lavello della cucina una pistola compatibile con quella utilizzata, già ricaricata, un borsello e in lavatrice uno smanicato come quello indossato dall’autore della sparatoria. Il mio ringraziamento va al procuratore della Repubblica e al sostituto procuratore Laura Galli, che ha interrogato immediatamente l’arrestato. Ora il mio pensiero va ai cinque feriti e allo loro famiglie».

Lombardi si trova attualmente recluso nel carcere di via Settembrini, accusato di tentato omicidio plurimo, ricettazione (l’arma è rubata), lesioni e detenzione illegale di arma comune da sparo. —

leonardo grilli

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