La difesa dell’operaio «Sono stati maleducati ma forse ho esagerato»
reggio emilia
L’identikit di Gaetano Lombardi, il 43enne che ha terrorizzato la città e quasi ucciso alcuni giovani sparando in piazza del Monte, è quello di un uomo all’apparenza come tanti altri. Nessun crimine grave a macchiare la sua fedina penale, nessun precedente per risse o violenze, un appartamento in centro storico dove abita da solo.
Alle spalle solo diverse e controquerele, alcune delle quali presentate per motivi banali. Alto meno di un metro e settanta, fisico minuto, una persona che viene descritta dagli inquirenti come puntigliosa e precisa ai limiti dell’ossessione. Un “anti social”, tanto che ha dichiarato di non possedere uno smartphone ma solo un vecchio Nokia. Dietro a questa apparenza si celava però una realtà ben diversa. Oltre al Nokia, infatti, Lombardi era in possesso anche di una pistola risultata rubata a Reggio Calabria un anno fa, una Beretta, con la quale passeggiava nascondendola nel borsello. Arma che alla fine ha utilizzato, in preda a quello che lui stesso ha definito un raptus di follia.
«Sono stati maleducati – ha spiegato agli inquirenti, riferendosi al diverbio avuto con i ragazzi – non si fa così. Ma forse ho esagerato». Ammissione di colpa che è poi stata confermata anche durante l’interrogatorio in questura. —
l. g.
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