Sgomento, con buona pace degli odiatori
Dicenti “a casa loro”, “sberle ai genitori che non gli hanno insegnato niente”, “prima gli italiani”. Perché lo sparatore è un italiano di Napoli, operaio residente stabilmente a Reggio, 43 anni, mentre i cinque ragazzi feriti sono magrebini che prima del fatto neanche si conoscevano. Lo svelamento dell’identità dello sparatore e la ricostruzione delle cause non sminuiscono l’assoluta gravità del fatto, capitato nel cuore della città. Tra la gente, con tutti i rischi che si possono immaginare, con sgomento. E spavento. Il genere di guerra dell’altra sera (pochi minuti con l’iniziale futilissima lite in piazza Martiri) è di tipo extraumano, perché non corrisponde a etnie, religioni, pervasioni geopolitiche, a pulsioni o piani criminali. Ma a una psiche problematica. I pericoli collaterali sono rappresentati da coloro che sui social pochi minuti dopo gli spari ci hanno intimato “Fuori il nome”, “Nomi e cognomi. È politicamente corretto”. Risposta: fuori l’intelligenza. —
STefano SCansani
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