Gazzetta di Reggio

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L’AGGUATO 

Spara 9 colpi di pistola in centro storico Feriti cinque giovani, uno è gravissimo

Leonardo Grilli
Spara 9 colpi di pistola in centro storico Feriti cinque giovani, uno è gravissimo

Notte di follia in piazza del Monte, arrestato un 43enne campano. All’origine della sparatoria un banale diverbio in strada

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reggio emilia

Gli spari che rimbombano nel cuore del centro storico, amplificati dal portico di palazzo del Monte. Uno, due, tre, nove colpi uno dopo l’altro. Un caricatore intero. Poi qualche secondo di silenzio incredulo riempito solo dalle urla dei feriti stesi a terra sanguinanti, uno dei quali con un polmone perforato. E, dopo alcuni istanti, la fuga precipitosa di chi ha assistito alla scena e il suono delle sirene di forze dell’ordine e ambulanze a riempire i vicoli e le stradine di Reggio Emilia.

È una sparatoria praticamente senza precedenti nella storia reggiana quella avvenuta nel cuore della città, durante un sabato sera affollato da ragazzi alle prese con drink e mascherine.

Un gesto di follia nato da motivi banali, un normalissimo alterco, che ha paralizzato nel terrore la città e tenuti incollati tutti per ore ai cellulari e ai social, alla ricerca di notizie e filmati su quanto appena successo. Autore degli spari, che avrebbero potuto facilmente compiere una strage, un italiano di 43 anni noto alle forze dell’ordine solo per qualche querela presentata in questura: Gaetano Lombardi, partenopeo residente in centro storico.

Una persona apparentemente normale, trasformatasi in un istante in un potenziale assassino e che ora, dopo l’arresto, si trova recluso nel carcere di via Settembrini.



Secondo quanto ricostruito dalla Squadra Mobile di Reggio Emilia, che ha svolto le indagini, tutto è nato da un diverbio fra Lombardi e uno dei cinque giovani feriti, il vero obiettivo degli spari, un 20enne italiano che ora si trova in Rianimazione ma non sarebbe in pericolo di vita.

Persone sconosciute fra loro che hanno fatto il primo incontro sabato stesso verso le 22.40 in piazza Martiri del 7 Luglio. È qui che il ragazzo e il 43enne si sono scontrati accidentalmente mentre stavano camminando in direzione opposta. Si toccano, le braccia si incrociano ma nessuno dei due chiede scusa.

Una circostanza banale che però ha fatto scattare in Lombardi qualcosa, tanto che tra l’uomo e il giovane è nata una discussione piuttosto vivace alla quale si sono uniti ben presto altri ragazzi, quasi tutti italiani di seconda generazione come il 20enne, per supportare il coetaneo.



Il diverbio in un primo momento è sembrato risolversi lì, tanto che i contendenti hanno preso strade diverse e si sono allontanati. Il giovane, assieme agli altri ragazzi – alcuni dei quali conosciuti in quella circostanza – ha proseguito su via Crispi mentre il 43enne ha fatto un giro più largo, passando per via Sessi e via don Andreoli.

Non è chiaro se le sue intenzioni fossero quelle di tendere loro un agguato ma sta di fatto che Lombardi e i ventenni si sono poi incontrati nuovamente in piazza del Monte, nei pressi dell’entrata del negozio H&M.

Qui è iniziata una seconda discussione, sempre per lo stesso motivo: l’uomo che pretendeva “rispetto” e delle scuse e i ragazzi che invece tenevano ancora il punto.

Ed è allora che Lombardi, come si vede chiaramente anche in alcuni video girati da diversi passanti presenti in piazza, all’improvviso estrae una pistola che teneva probabilmente nel borsello che aveva con sé. Immediata la reazione del gruppo di giovani, che subito hanno cominciato a scappare.

Una prontezza che, secondo gli inquirenti, ha certamente salvato loro la vita: quando il 43enne spara i primi colpi verso il suo obiettivo, infatti, i ragazzi sono già distanti qualche metro e i proiettili, usciti da un’arma di piccolo calibro grande quanto un pugno, li raggiungono con forza minore. Sufficiente a ferirli anche seriamente ma, complice anche la scarsa mira di Lombardi, non a ucciderli. Se l’uomo avesse fatto in tempo a sparare da distanza ravvicinata, probabilmente oggi staremmo scrivendo di una strage in piazza.



Passati i primi istanti di sbigottimento è stato subito lanciato l’allarme e in piazza si sono precipitati in massa poliziotti, carabinieri, finanzieri e agenti della Municipale, già in centro storico per i controlli anti-Covid.

I giovani sono stati portati in ospedale (tutti dimessi tra sabato notte e ieri mattina con prognosi di pochi giorni, tranne il 20enne ancora in Rianimazione) mentre la Mobile, coordinata dal dirigente Guglielmo Battisti, ha cominciato a cercare il criminale. Grazie alle immagini di video sorveglianza e all’intuizione di un poliziotto, che ha riconosciuto lo sparatore, Lombardi è stato rintracciato due ore dopo in casa sua, in pigiama, con la pistola che aveva cercato di nascondere. E, dopo un primo momento di tentennamento, ha ammesso i fatti, è stato arrestato ed è finito in carcere. —



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