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fabbrico, il processo in assise 

Omicidio di San Valentino Sentiti altri cinque testimoni

t.s.
Omicidio di San Valentino Sentiti altri cinque testimoni

Ma le deposizioni sono risultate poco utili alla ricostruzione della tragica vicenda di 6 anni fa Rintracciati all’estero due testi Saranno sentiti il 26 ottobre

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Nel processo – in corso in Assise a Reggio Emilia – sull’omicidio (la sera di San Valentino del 2014) del pakistano 22enne Ahmed Waqas erano ieri previste cinque testimonianze richieste dall’accusa.

Ma l’udienza non si è rivelata particolarmente lunga (circa un’ora e mezza) perché gli amici e conoscenti della vittima sentiti hanno dimostrato – in aula – di sapere ben poco della terribile vicenda.

In particolare un testimone è risultato che abitava altrove, nonostante che ufficialmente la residenza dicesse tutt’altro. «I testimoni non hanno fornito elementi utili al procedimento» è il significativo commento – al termine – dell’avvocato Mario Di Frenna che assiste lo zio della vittima costituitosi parte civile. In udienza presente anche l’avvocatessa Antonella Corrente (in sostituzione del collega Francesco Tazzari) a tutela del padre del 22enne ucciso (pure il genitore si è costituito parte civile).

Sul versante delle testimonianze è stata – sempre ieri – effettuata una ulteriore “scrematura”, ritenendo sufficienti le dichiarazioni rilasciate da alcuni, a verbale, durante le indagini.

Lunedì prossimo avverrà la deposizione dei due testimoni rintracciati all’estero (Norvegia ed Inghilterra) e che possono venire in Italia solamente per la prossima “tappa” del procedimento (dovevano essere sentiti il 12 ottobre, ma non è stato possibile).

Secondo il pm Giacomo Forte – titolare dell’inchiesta – Ahmed Waqas era giunto a Fabbrico dal Pakistan senza documenti, per cambiare vita e in cerca di un Eldorado che però si è rivelato una trappola quando fu tratto con un inganno dal 48enne Mustapha Ghulam e dal 41enne Shamraiz Sadiq Naveed, che la notte del 15 febbraio del 2014 lo uccisero.

Quest’ultimo, attualmente libero, è al centro del processo in Assise (anche ieri era presente in aula). L’altro imputato, Ghulam, è già stato condannato in abbreviato per omicidio volontario a 16 anni di carcere, diventati 14 anni in appello. —

t.s.

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