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l’appello dei sindaci al ministro 

«Scuola, no all’entrata dopo le 9 Azzolina ci ripensi, sarebbe il caos»

«Scuola, no all’entrata dopo le 9 Azzolina ci ripensi, sarebbe il caos»

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REGGIO EMILIA

Lasciare ai singoli territori la possibilità di organizzarsi in autonomia rispetto all’orario scolastico e al conseguente piano trasporti. A chiederlo al ministro dell’istruzione Lucia Azzolina sono i 42 sindaci della provincia di Reggio Emilia, che ieri si sono riuniti per parlare dell’ultimo decreto anti-Covid insieme al presidente della Provincia Giorgio Zanni e alla vicepresidente con delega alla scuola Ilenia Malavasi.

A preoccupare le amministrazioni del territorio è il passaggio in cui si specifica che “le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado devono adottare forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattiche incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, che rimane complementare alla didattica in presenza, modulando ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9”.

«Condividiamo la volontà e l’estrema importanza di non chiudere la scuola – commentano Zanni e Malavasi al termine della riunione di coordinamento con i sindaci – ma l’applicazione del nuovo Dpcm apre notevoli problematicità, rischiando di azzerare mesi di lavoro compiuto a livello locale. In questo momento il sistema scolastico provinciale sta funzionando, dopo diversi aggiustamenti migliorativi rispetto all’avvio dell’anno scolastico, anche grazie agli investimenti di oltre due milioni di euro fatti dalla Provincia per adattamento degli spazi, nuovi affitti e potenziamento della connettività digitale. Uno sforzo che stava portando frutti, così come il lavoro straordinario messo in campo da tutto il mondo della scuola, a partire dai dirigenti. La scuola, in questo momento, è l’ambiente più sicuro per i nostri studenti e a dimostrarlo sono anche i dati sanitari che segnalano come i focolai si stiano maggiormente sviluppando fuori da tali ambienti».

Anche il lavoro sul trasporto scolastico, iniziato lo scorso maggio con Agenzia della mobilità e Seta, verrà così vanificato: «Abbiamo impiegato diversi mesi per mettere a punto un piano che fosse funzionale per tutto il territorio provinciale – spiegano Zanni e Malavasi – È stato, ed è, uno dei temi più delicati e critici dell’avvio dell’anno scolastico. I trasporti sono stati adeguati ogni settimana in base all’orario provvisorio e continuamente mutato delle scuole, che hanno trovato notevoli difficoltà nel reperire insegnanti disponibili a coprire le cattedre vacanti. Da quest’ultima settimana, con l’orario divenuto pressoché definitivo e con un piano di potenziamento delle corse finalmente a regime, stavamo iniziando a vedere l’efficacia di questo immane lavoro e anche le segnalazioni di problemi stavano notevolmente diminuendo. Applicare il nuovo Dpcm – concludono – significa ripartire da capo e far emergere nuovamente le stesse identiche criticità appena concluse, senza contare che sarà impossibile predisporre un nuovo piano trasporti da oggi a mercoledì, giorno dell’entrata in vigore del comma in questione». —

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