Trovato dopo 2 giorni un foro di proiettile nella vetrina della gioielleria di via Crispi
La scoperta ieri mattina all’apertura dell’attività, Scientifica al lavoro. Forse oggi l’interrogatorio di garanzia di Lombardi
reggio emilia
Due giorni dopo la drammatica sparatoria in centro storico si possono ancora vedere le ferite lasciate dalla follia del 43enne Gaetano Lombardi. E non solo negli sguardi di chi passa per piazza del Monte, che inevitabilmente ripensa ai video e alle immagini che hanno immortalato un evento che non ha precedenti a Reggio Emilia. A portare il segno dei nove colpi di pistola usciti dalla Beretta rubata in mano all’operaio, è anche una vetrina distante pochi metri dal punto in cui è avvenuta la sparatoria.
Ieri mattina infatti, all’apertura dell’attività dopo il fine settimana, da uno dei vetri dell’oreficeria e gioielleria “Iotti & Corradini gioielli” è emerso quello che senza ombra di dubbio è il foro di un proiettile.
Immediata la chiamata alla questura, che ha mandato sul posto poco dopo una squadra della polizia scientifica e una volante.
Gli agenti hanno fotografato la vetrina scheggiata e analizzato la scena, che ora andrà ad aggiungersi alle già numerose prove a carico del 43enne campano.
Nessun proiettile invece all’interno dell’attività commerciale: il negozio, che espone in vetrina orologi e gioielli di valore, è dotato di un vetro infrangibile che ha fatto schizzare il colpo in strada, dove era già stato recuperato sabato notte dalle forze dell’ordine insieme ad altri sette proiettili.
Il nono invece, l’ultimo del caricatore svuotato da Lombardi contro il gruppo di giovani, è stato estratto dal corpo del 20enne ferito più gravemente.
Il ritrovamento di quel foro, su una vetrina in linea d’aria piuttosto distante dal punto in cui mirava Lombardi, oltre a dimostrare la scarsa mira dell’uomo conferma quanto quella sparatoria potesse finire in tragedia.
Se in quel momento la maggior parte dei reggiani non fosse stata in piazza Martiri, attirata dagli odori del mercato dello street food, i proiettili avrebbero potuto raggiungere anche passanti e famiglie. Per quanto riguarda i giovani feriti, invece, anche in questo caso la buona sorte unita a una invidiabile prontezza di riflessi e una rapida fuga ha salvato loro la vita.
La pistola posseduta illegalmente da Lombardi, infatti, è letale a distanza ravvicinata ma perde di efficacia via via che i bersagli si allontanano. Nonostante questo, il 43enne è comunque riuscito a ferire seriamente un 20enne a un polmone e quasi a ucciderne un altro, colpito di striscio a uno zigomo. Pochi millimetri più in là, e il colpo sarebbe stato certamente fatale.
Attualmente l’operaio si trova in carcere, accusato di tentato omicidio plurimo, ricettazione, lesioni e detenzione illegale di arma comune da sparo. Difeso d’ufficio dall’avvocato Elisabetta Beneventi – a meno che non nomini un altro legale di fiducia – dovrebbe essere sentito oggi dal Gip per l’interrogatorio di garanzia. —
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