Al Bismantova la tragedia dei deportati nel lager di Kahla
Castelnovo Monti
Questa settimana saranno ancora disponibili le ultime date per poter visitare la mostra in corso negli spazi del teatro Bismantova, che celebra i 75 anni dalla liberazione da parte dell’esercito americano dei deportati e delle deportate nei lager e nelle baracche della Reimahg, vicino a Kahla in Turingia.
In questo campo di lavoro coatto furono tenuti prigionieri e costretti a vivere in condizioni difficilissime anche numerosi residenti dell’Appennino.
Per le scuole la possibilità di visitare la mostra è fino a venerdì 23 ottobre, con orario dalle 9 alle 13. Per tutti i cittadini la mostra sarà visitabile sabato pomeriggio, 24 ottobre, dalle 15 alle 19 (suddivisi a gruppi), tramite prenotazione obbligatoria su www.codazero.it.
L’esposizione è stata curata dall’associazione Walpersberg di Kahla, e si intitola “Storie della porta accanto: lavoro coatto, produzione bellica e crimini dello stabilimento Reimahg 1944- 1945”, e portata a Castelnovo Monti grazie alle associazioni tedesche coinvolte, con la collaborazione del teatro Bismantova e del Comitato gemellaggi castelnovese, molto attivo nel promuovere rapporti con Kahla in vista di un possibile, prossimo gemellaggio.
Afferma l’assessore ai Gemellaggi e progetti europei, Lucia Manfredi: «Voglio ringraziare le tante classi e tutte le persone che hanno visitato questa esposizione, che ci consente di approfondire un periodo buio della storia mondiale e della nostra storia intesa come territorio appenninico, con diversi montanari che in questo campo furono deportati e una parte non fece più ritorno. Ringrazio poi in modo particolare le associazioni di Kahla che hanno reso possibile l’allestimento al teatro Bismantova, l’ufficio Relazioni internazionali del Comune il cui personale ha tenuto costantemente i contatti per far progredire il progetto, e il Comitato gemellaggi di Castelnovo che si è impegnato nell’accoglienza della delegazione arrivata dalla Germania in occasione dell’inaugurazione. L’obiettivo ora è di far circolare l’esposizione per consentire la visita al maggior numero di persone: stiamo organizzando possibili repliche in altri comuni dell’Appennino e della provincia». —
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