L’ultimo decreto non tocca i riti liturgici
L’ultimo decreto del presidente del consiglio dei ministri non riguarda le celebrazioni liturgiche, che possono continuare nel rispetto del protocollo attivato il 7 maggio scorso, in occasione della ripresa delle celebrazioni, e integrato con le successive indicazioni del Comitato tecnico-scientifico. Quindi, ad esempio: reintroduzione dei cori e cantori, con mantenimento della dovuta distanza; obbligo di distanziamento interpersonale in chiesa a eccezione dei componenti dello stesso nucleo familiare o conviventi/congiunti, parenti con stabile frequentazione, o persone, non legate da vincolo di parentela, che però condividono abitualmente gli stessi luoghi.
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