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La questura ringrazia i testimoni che han filmato e aspettato la polizia

l. g.
La questura ringrazia i testimoni che han filmato e aspettato la polizia

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reggio emilia

Un segno di civiltà e senso civico non comune. Queste le parole della questura di Reggio Emilia per ringraziare quelle persone che, sabato sera, si sono trovate loro malgrado testimoni della terribile sparatoria in piazza del Monte.

Le stesse persone che, paradossalmente, sono in realtà finite al centro delle critiche social per l’aver ripreso o fotografato, invece di scappare o intervenire, l’intera terribile scena. In altri contesti, si racconta in via Dante, molti sarebbero andati via senza aspettare l’arrivo delle forze dell’ordine.

A Reggio Emilia, invece, praticamente tutti i presenti sabato notte sono rimasti sul posto, attendendo la polizia per poi fornire agli agenti tutto l’aiuto possibile, compreso il mettere in loro disponibilità i video girati fra i quali anche quello che ha fatto in pochi secondi il giro dei social.

Un contributo utile alle indagini che ha aiutato, assieme alle telecamere di video sorveglianza comunali e all’abilità della Squadra Mobile, a rintracciare dopo tre sole ore Gaetano Lombardi in casa sua, in corso Garibaldi. Il 43enne si trova attualmente confinato in carcere e oggi comparirà davanti al giudice per le indagini preliminari per l’interrogatorio di garanzia.

Inizialmente difeso d’ufficio dall’avvocato reggiano Elisabetta Beneventi, che lo ha assistito subito dopo l’arresto, il campano ha poi nominato come legale di fiducia Giovanni Bianco del Foro di Nola (Napoli) e con studio ad Acerra, paese di origine di Lombardi. In attesa di capire se il 43enne deciderà di parlare davanti al gip, confermando la prima versione dei fatti da lui fornita e le giustificazioni date alla Mobile («sono stati maleducati, ma forse ho esagerato»), gli inquirenti sono ancora al lavoro per tracciare il viaggio compiuto dalla Beretta 950 calibro 6.35 millimetri. L’arma, posseduta illegalmente dal campano, è risultata rubata in un’abitazione di Reggio Calabria lo scorso anno.

La pistola “del killer” – così com’è stata definita dal dirigente della Mobile, Guglielmo Battisti – letale a distanza ravvicinata e che avrebbe facilmente potuto compiere una strage.

Lombardi deve rispondere di tentato omicidio plurimo, lesioni, ricettazione e possesso illegale di arma comune da sparo. —

l. g.

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