Gazzetta di Reggio

Reggio

via guasco 17 

La scommessa di Stefano e del suo “Guascone” fra Vermut e reggianità

l. g.
La scommessa di Stefano e del suo “Guascone” fra Vermut e reggianità

2 MINUTI DI LETTURA





reggio emilia

Si chiama “Guascone”, come gli spavaldi e impettiti personaggi di Alexandre Dumas e come la strada su cui sorge, via Guasco. Questo il nome del nuovo locale aperto venerdì scorso al civico 17. Una scommessa di Stefano Corradi, reggiano di 33 anni che dopo numerose e lunghe esperienze all’estero ha deciso di tornare in patria e puntare sul territorio.

«Ho iniziato ad appassionarmi di bar e club – racconta – quando lavoravo al Ronnie Scott’s di Londra (locale famoso in tutto il mondo, ndr). Poi, dopo un paio d’anni di avanti e indietro fra Spagna e New York, l’anno scorso ho iniziato a conoscere e amare il Vermut e tutto quello che vi gira attorno. Più lavoravo con questo prodotto e più mi rendevo conto che all’estero vengono usate spesso varietà italiane, etichette che qui da noi invece sono quasi sconosciute».

Da qui la spinta a mettersi in proprio, prima con un suo amico a Londra organizzando eventi e aperitivi portando la tradizione emiliana e poi con la decisione di tornare nella sua città natale. «Visto che anche in Italia il Vermut sta riprendendo piede – prosegue Corradi – ho deciso di aprire questo locale nella mia città dopo sei anni all’estero perché qui sto bene e credo che Reggio abbia un potenziale assurdo: è piccola ma con una mentalità che pensa in grande e via Guasco è l’angolo della resurrezione del centro storico, con posti con particolarità diverse l’una dall’altra e con una grande spinta data dall’amministrazione comunale».

All’interno del Guascone, che già nei giorni scorsi a visto una buona dose di clienti, «abbiamo una cinquantina di etichette di vino e facciamo mixology (creazione di cocktail, ndr) sempre con legami a prodotti italiani. Ma il Vermut e il Bitter, ovviamente, devono essere l’equilibrio della miscelazione del drink. Noi crediamo molto in questo prodotto». Ma il Guascone ha anche un’altra caratteristica: l’attenzione alla reggianità in ogni suo dettaglio.

«Nel locale ci sono delle opere in stile futurista – conclude Corradi – realizzate da un ragazzo reggiano e tutte le cose all’interno del Guascone vengono da attività di Reggio. Dal bancone del Marangon al lavoro del fabbro di Bibbiano fino ai disegni sui muri di artisti. Ho voluto prendere la qualità del piccolo artigiano, mentre lo spunto architettonico me lo ha dato mio fratello». —

l. g.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google