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operazione ANTIDROGA 

Stelle di Natale e pane? No, era cocaina: 19 arrestati

Francesco Dondi
Stelle di Natale e pane? No, era cocaina: 19 arrestati

I carabinieri ricostruiscono un traffico di stupefacenti da cinque milioni di euro Le piazze dello spaccio gestite da magrebini: 4.500 compravendite nei weekend

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I numeri non bastano, ma aiutano, a delineare la potenza organizzativa degli spacciatori di Sassuolo, che gravitavano anche sulla piazza reggiana. Gente che vive ai margini della società, talvolta fagocitati dal sistema e spesso obbligati a restare nella zona grigia della città a causa del proprio status di irregolare sul territorio italiano.

Ma tutto questo non può giustificare – tantomeno di fronte ad una complessa e approfondita indagine dei carabinieri – il continuo ricorso allo spaccio di sostanze stupefacenti. E invece a Sassuolo, ma anche a Modena e Carpi, erano attivi gruppi di pusher che si rifornivano di cocaina, hascisc e marijuana dai territori limitrofi: la droga arrivava da Reggio Emilia e Rubiera, da Castenaso, dal Mantovano mentre a Biella è stato arrestato uno dei magrebini, tutti di età compresa tra i 21 e i 40 anni, ora in carcere (tranne un paio che risultano ancora latitanti) con l’accusa di concorso in spaccio di sostanze stupefacenti.



Si diceva che i numeri aiutano e allora conviene analizzare quelli dell’inchiesta chiamata “Tiger”, coordinata dal pubblico ministero Giuseppe Amara e che ha superato il vaglio del giudice per le indagini preliminari, Andrea Romito, che ha firmato il provvedimento attraverso cui 19 persone sono state raggiunte dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

L’indagine, iniziata a ottobre 2019, ha consentito di scoperchiare l’esistenza di una vasta rete di spaccio, con gruppi collegati fra loro.

«Nel corso delle attività investigative – spiega una nota dell’Arma dei carabinieri – erano state arrestate in flagranza 18 persone, due denunciate a piede libero, e numerosi acquirenti sono stati segnalati amministrativamente in qualità di assuntori. Il quantitativo complessivo di sostanza stupefacente sequestrato è di oltre 10 chilogrammi tra marijuana, hashisc e cocaina; 127mila euro sono stati i contanti sequestrati nel corso di tutta l’indagine, ritenuti provento dell’attività delittuosa. Documentati 4.500 episodi di spaccio, con la movimentazione di circa 47 chili di stupefacente, per un complessivo giro di affari ipotizzato di oltre 5 milioni di euro».



All’alba di ieri i carabinieri di Sassuolo sono entrati in azione anche con l’ausilio del Nucleo Cinofili e il supporto aereo del 13esimo Elinucleo di Forlì. L’elicottero ha svegliato Sassuolo, anticipando un’operazione da 19 arresti. Uno dei magrebini è stato anche trovato in possesso di 17 dosi di cocaina oltre a 505 euro ritenuto provento dell’attività di spaccio.



Per depistare indagini e intercettazioni, spacciatori e clienti – molti dei quali parecchio attivi soprattutto nei weekend, quando c’era la corsa all’acquisto di droghe leggere e cocaina per lo sballo – utilizzavano un linguaggio criptico e contatti whatsapp.

“Stelle di Natale”, “pane”, “latte” e “caffé” erano parole utili a dissimulare la compravendita che avveniva in modo rapido, tramite contatti telefonici e acquisti in strada con la droga occultata in zone sicure e consegnata agli acquirenti da una staffetta in bicicletta.

«Le vendite non si erano interrotte neppure durante il lockdown – ha spiegato il maggiore Camillo Meo – Devo fare i complimenti al luogotenente Vito Agliano e ai suoi e nostri carabinieri per l’ottimo lavoro. Non è stata un’indagine semplice». —



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