Casa Insieme chiusa alle visite dei parenti ma “apre le porte” in diretta Facebook
Il direttore anche per la seconda ondata ha anticipato lo stop. «Per far sentire gli anziani meno soli adotteremo un cane»
BAGNOLO. Comprendere in anticipo quali misure mettere in campo, in tempo di Coronavirus per contenere la pandemia, si è dimostrata già la scorsa primavere la strategia migliore. Ne sanno qualcosa alla Fondazione Casa Insieme Onlus di Bagnolo: la casa di riposo, grazie all’intuizione del direttore Andrea Rossi, aveva chiuso alle visite molto prima del divieto evitando l’ingresso del virus in struttura, che è sempre rimasta Covid free. Per questo, di fronte alla seconda ondata Rossi non si è lasciato sorprendere: sono già due settimane che le porte di Casa Insieme sono chiuse ai visitatori dei parenti, anticipando la decisione della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria arrivata a metà mese.
«Una decisione che abbiamo preso in relazione alla situazione esterna, per l’aumento di contagi in modo incontrollato. Abbiamo visto che le visite, seppur gestite bene, comportavano rischi. Così ho chiuso, dormo molto meglio!» confida il direttore Rossi. Che ha trovato l’appoggio dei parenti degli anziani: «Sanno che è una decisione presa a fin di bene per gli ospiti, che qui sono 41, e anche per gli operatori, che sono 37 – va avanti – Inoltre, forti anche dell’esperienza pregressa, ho chiesto all’Ausl anche di aumentare gli screening sugli operatori, per farli più spesso».
Insomma, ancora una volta nella casa di riposo di Bagnolo di fronte all’avanzare dell’epidemia da Covid l’obiettivo è difendersi con tutti i mezzi possibili.
Certo, lo stop alle visite richiede un sacrificio alle famiglie e agli ospiti, che non potranno vedere figli, nipoti, fratelli, amici più stretti. Ma per combattere la solitudine Rossi e la sua squadra si stanno facendo davvero in quattro. «Oltre alle video chiamate, che abbiamo sempre fatto, da questa settimana abbiamo iniziato a fare le dirette Facebook» spiega.
Di fatto, è come se la casa di riposo, seppure virtualmente, aprisse le sue porte. È uno degli operatori, Cesare, a condurre chi si collega alle dirette pomeridiane dalla pagina social della struttura a conoscere gli anziani (quelli naturalmente che hanno dato il consenso alle riprese) e a coinvolgere i “nonni” che possono vedersi ripresi alla tv, farsi leggere i messaggi che arrivano da casa e salutare.
Ma le iniziative per cercare di fare sentire meno solo gli anziani della struttura non sono finite. «Parlando con una signora, mi ha confidato che la cosa che le manca di più è il suo cane che ha dovuto lasciare da quando è in struttura. Parole che non mi hanno lasciato indifferente. Abbiamo quindi deciso di adottare un cane al canile, che possa fare compagnia agli anziani. Ci attrezzeremo, attraverso una richiesta di donazioni per comprare ciò che servirà per la cuccia, il recinto. Poi andremo al canile a farci consigliare il cane più adatto» racconta Andrea Rossi.
A Casa Insieme durante la prima ondata Rossi e gli operatori non avevano esitato a chiudersi in struttura per 15 giorni, giorno e notte, per evitare in qualunque modo l’ingresso del virus. Ricapiterà? «Non ci voglio pensare ora, ma era stato necessario. Adesso speriamo di attrezzarci al meglio con maggiori screening» conclude. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
