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In tanti pronti a fare donazioni per riparare la croce abbattuta

Adr.Ar.
In tanti pronti a fare donazioni per riparare la croce abbattuta

Si cercano gli autori del vandalismo. Intanto il Comune sta scegliendo le modalità con le quali ripristinare i simboli religiosi, con l’ok dei proprietari del terreno

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SCANDIANO

Procedono le grandi manovre per ripristinare la croce abbattuta sulla vetta dei colli di Scandiano. Martedì mattina il territorio scandianese si è svegliato con una brutta sorpresa: un atto vandalico che ha spaccato la base di una delle Tre Croci sul monte Evangelo, o monte Calvario, con i suoi quasi 400 metri, uno dei più alti della pedecollina reggiana, zona di confine fra Scandiano e Castellarano e da sempre riferimento per gli abitanti dell’area.

Non è la prima volta che i tre simboli religiosi, oggi ben noti anche oltre al loro valore per la fede, vengono in qualche modo toccati o danneggiati. Le tre strutture sono state posate nel sedicesimo secolo sulla vetta del monte, che poi venne, per assonanza religiosa, chiamato Calvario dai fedeli della comunità di San Ruffino, all’epoca il principale paese dei colli.

Oggi si trovano in un terreno privato di proprietà dei Sacchi Morsiani, conosciutissima famiglia di origine scandianese – dove mantiene residenze e numerose proprietà, soprattutto nella collina – che oggi vive in buona parte a Bologna.

Le foto della croce caduta hanno generato una mobilitazione collettiva, con decine di persone e aziende pronte a contribuire con donazioni e attività. Il Comune sta cercando di capire quale possa essere il modo migliore per incanalare questa generosità. Però il primo passo, visto che si parla comunque di manufatti presenti su terreni privati, era sondare la disponibilità dei proprietari, pienamente confermata. I titolari dell’appezzamento su cui sorgono le croci hanno confermato la loro volontà di collaborare: nei prossimi giorni inizieranno le procedure tecniche per capire come ripristinare al meglio gli oggetti.

Nel frattempo, proseguono le indagini per cercare di identificare gli autori del gesto, operazione quantomai complessa. Il monte Evangelo e le Tre Croci presentano un perimetro molto ampio, tante strade e stradine sono percorse dagli abitanti, da chi frequenta i locali, da chi vuole fare passeggiate e da chi magari è alla ricerca di un luogo tranquillo. Il traffico è più intenso di quello che potrebbe sembrare, e nelle ore notturne – in cui al massimo si può notare un faro ma difficilmente una targa – l’anonimato è ancora più semplice da mantenere. Salvo una segnalazione precisa, o l’ammissione da parte di una delle persone coinvolte, rintracciare i responsabili non appare compito facile. Da tempo si parla di installare telecamere fra le Tre Croci e il monte Evangelo. Gli impianti video – sempre tenendo conto che andrebbero montati su suolo pubblico – potrebbero essere utili contro l’abbandono di rifiuti, certo non contro i transiti notturni. —

Adr.Ar.

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