Nuova sede della Municipale, ok del Tar
Respinto il ricorso presentato dal titolare dell’ex fabbrica Enocianina di viale IV Novembre dove sorgerà il Comando
REGGIO EMILIA
Il Tar di Parma spiana al Comune di Reggio Emilia la strada per la costruzione del nuovo Comando della polizia locale in zona stazione. Con la sentenza del 30 settembre è stato infatti respinto, perché «manifestamente infondato», il ricorso presentato da Aldino Fornaciari, proprietario dell’area in viale IV Novembre prescelta per l'intervento urbanistico, dove sorge anche l’omonima ex fabbrica Enocianina di cui è titolare.
Contro il progetto e l’espropriazione del terreno, su cui si trova anche la sua abitazione, l'imprenditore nel 2019 aveva presentato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica che, a seguito dell’opposizione del Comune, era stato poi trasposto al Tar. In particolare Fornaciari ha impugnato e chiesto l’annullamento di due delibere del consiglio comunale di Reggio, datate 12 novembre 2018 e 8 aprile 2019. La prima adottava la variante urbanistica necessaria per la costruzione della nuova sede della polizia locale e avviava il procedimento per l’apposizione del vincolo espropriativo e della dichiarazione di pubblica utilità sull’immobile dell’ex fabbrica (aspetto quest’ultimo impugnato con separato ricorso al Tar oggi pendente). La seconda delibera, invece, aveva in sostanza recepito il parere positivo all’opera da parte della Provincia, emesso sulla base delle valutazioni di Arpae e conferenza dei servizi. L’argomentazione principale del ricorso verteva sul fatto che «il Comune avrebbe ignorato la vocazione tipica del territorio reggiano nel settore enologico» dove l’attività produttiva del ricorrente rappresenterebbe «un’impresa di rilievo storico-culturale presente sul territorio dai primi anni del ’900, che opererebbe all’insegna della ricerca e dell’innovazione». Questo al contrario di quanto sostenuto dal Comune secondo cui lo stabilimento è «dismesso». Le ragioni dell’amministrazione sono state ritenute fondate dai giudici anche perché «il ricorrente non comprova l’assunto limitandosi a produrre alcune fatture riferibili all’attività esercitata dalla società (con sede a Milano) di limitatissimo importo e inidonee a comprovare una perdurante attività dello stabilimento». Inoltre, viene rilevato, «nello stabilimento in questione non è impiegato da anni alcun dipendente» come attestato dalla direzione provinciale dell’Inps che evidenziava che la Enocianina «ha cessato la posizione previdenziale per lavoratori dipendenti dall’8 ottobre 2010». Quanto al motivo del ricorso, basato sulla valenza storico culturale della fabbrica, viene sottolineato che questa «è apoditticamente affermata ma priva di riconoscimento». Il Tar ha pertanto respinto il ricorso di Fornaciari, condannandolo al pagamento delle spese di giudizio e rigettando la richiesta di gratuito patrocinio. La realizzazione del nuovo comando, prevista nel 2023 è intanto slittata di un anno. Il costo è di 7 milioni, di cui 5,5 messi a disposizione dal Comune e uno e mezzo dalla Regione. —
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