Gazzetta di Reggio

Reggio

Santa Maria Assunta riapre dopo il sisma

Mauro Pinotti
La nuova illuminazione all’interno della chiesa dedicata a Santa Mari a Assunta a Reggiolo dopo i lavori di ArtecLightDesign
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La nuova illuminazione all’interno della chiesa dedicata a Santa Mari a Assunta a Reggiolo dopo i lavori di ArtecLightDesign

Reggiolo, domenica la prima messa officiata dal vescovo Camisasca. Nuove luci a led firmate da Canuti grazie allo sponsor Storchi 

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REGGIOLO. Domenica prossima,25 ottobre, alle 17, verrà aperta per la prima volta al culto, dopo otto anni e cinque mesi dal terremoto del 2012, la chiesa Santa Maria Assunta. Il vescovo monsignor Massimo Camisasca celebrerà la prima messa.Non sarà una vera e propria inaugurazione a causa dell’attuale situazione sanitaria dovuta alla pandemia da Covid e delle disposizioni contenute nel nuovo Dpcm sugli eventi. I posti sono contingentati ad un massimo di 200 persone. La chiesa non solo è tornata al suo antico splendore, ma è ancora più bella grazie a un nuovo sistema di illuminazione a led con controllo digitale, che ha permesso al progettista Daniele Canuti di ArtecLightDesign di programmare scenari luminosi diversi per ogni situazione, liturgica e non.

Canuti, cosa differenzia il progetto di Santa Maria Assunta dai suoi progetti per il duomo di Guastalla e della basilica della Ghiara a Reggio Emilia?
«Ogni luogo di culto è diverso dall’altro, sia architettonicamente che come contenuti artistici, e in ogni progetto cerco sempre di valorizzare gli aspetti più significativi, senza mai dimenticare il rispetto dovuto a un luogo sacro, simbolo aggregante di una comunità. La struttura architettonica è imponente, un bel gioco di volumi, un’antica e grande cappella con particolare volta ellittica, un altare maggiore tra i più belli dell’Emilia Romagna, un pregevole capocielo. Il mio lavoro è stato quello di illuminare con garbo, nascondendo le fonti di luce, secondo il mio consueto metodo “strutturale mimetico”, in modo che i fedeli si sentano accolti e ritrovino finalmente la loro chiesa, più bella di quando hanno dovuto lasciarla».

Come è nato questo progetto?
«Era inserito in quello più ampio di ricostruzione post-sisma presentato dalla Cea di Parma, e risultato vincitore della gara d’appalto. Purtroppo però, verso la chiusura dei lavori, è apparso evidente che i fondi non sarebbero bastati per realizzare il sistema di illuminazione previsto, quindi la direttrice dei lavori, l’architetto Ilaria Gasparini, si era dovuta rassegnare alla realizzazione di un sistema di illuminazione estremamente “basico”, che avrebbe penalizzato la percezione degli accurati lavori di ricostruzione».

E che cosa è successo infine?

«A salvare la situazione è stato Fabio Storchi, vero mecenate, che ha preso a cuore e finanziato integralmente il mio progetto. L’azienda di famiglia Comer Industries ha sede a Reggiolo, e Storchi è estremamente sensibile alle istanze del suo territorio, anche come presidente di Unindustria Reggio Emilia. Senza di lui il mio progetto sarebbe rimasto sulla carta. Credo che sarà molto soddisfatto del risultato finale».

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