Gazzetta di Reggio

Reggio

IL PROGETTO CONTESTATO 

Alberi di viale Umberto Il Comitato, l’Assessora e un accordo difficile

Ambra Prati
Alberi di viale Umberto Il Comitato, l’Assessora e un accordo difficile

I cittadini lanciano un’alternativa «che tutela l’ambiente» Bonvicini: «Nuove analisi sulle 75 piante a rischio taglio»

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REGGIO EMILIA

Prosegue il botta e risposta sul contestato progetto di riqualificazione di viale Umberto I, che prevede l’abbattimento (ma anche tante nuove piantumazioni) di numerosi alberi. Un progetto al centro di una querelle – moderata nei toni ma non per questo meno accesa – tra l’assessore alla Mobilità e all’Ambiente del Comune di Reggio Carlotta Bonvicini da una parte e l’agguerrito comitato di cittadini dall’altra.

«Il progetto presentato da noi, e non dal M5s, è migliore di quello dei tecnici, ma continua a essere ignorato», è l’ultimo affondo del comitato. Una battaglia che si protrae da tempo, quella sulla riqualificazione del viale che dal centro porta al ponte di San Pellegrino e poi a Rivalta, che ha visto il comitato impegnato in manifestazioni e in una raccolta di 2.500 firme a difesa dei quattro filari di tigli e altre piante oggi presenti.

Soltanto mercoledì il comitato ha lamentato, per l’ennesima volta, di non aver avuto riscontro: «Ormai venti giorni fa (il 3 ottobre, ndr) l’architetto Thomas Coccolini Haertl ha presentato un progetto alternativo che consente di salvare parte dei 75 alberi non passibili di abbattimento – hanno scritto i cittadini – L’inversione dei percorsi ciclabili e pedonali, il primo portato all’interno e il secondo all’esterno del viale, è infatti più funzionale sotto ogni punto di vista. Inoltre, con i fondi risparmiati si potranno mettere a dimora nuove piante nella zona pedonale del viale e nel retro dell’ex Sanatorio, quello che una volta era un bel parco. Nessuno ha inteso dare riscontro alla nostra dettagliata proposta: siamo ancora in attesa. Sindaco e assessore, quando ci convocate?».

«Comprendo bene – la risposta di ieri dell’assessora Bonvicini – quanto sia difficile, soprattutto per chi si trova fuori dal contesto amministrativo, accettare la complessità degli iter approvativi dei progetti, soprattutto se legati a opere pubbliche soggette a finanziamenti e ancor più se si tratta di aree vincolate dalla Sovrintendenza come viale Umberto I. Ho sempre parlato di possibili modifiche in fase di cantiere, poiché presentare un altro progetto, oggi, non sarebbe sostenibile e vorrebbe dire non realizzare l’intervento, perché perderemmo il finanziamento. Non entro nel merito del progetto e ringrazio chi ha speso il proprio tempo per elaborare una proposta. Rispetto agli impegni presi con la mozione consiliare, questi non verranno disattesi: stiamo dando mandato all’agronomo Giovanni Morelli di effettuare l’ulteriore approfondimento sui 75 alberi e, prima dell’inizio del cantiere, presenteremo il risultato dell’analisi e verrete convocati».

La replica della Bonvicini non ha affatto soddisfatto il comitato, che ha puntualizzato facendole il verso: «Lei non ha inteso rispondere alla richiesta di incontro di presentazione del progetto, attribuendo al M5s la paternità del medesimo (aspetto errato) e adducendo motivazioni irricevibili. Capiamo bene quanto sia difficile, soprattutto per chi si trova dentro un contesto amministrativo, accettare il fatto che un progetto presentato da un gruppo di cittadini sia migliore di quello elaborato dagli uffici tecnici preposti: più sicuro, più tutelante per l’ambiente, più economico. Ci domandiamo come possa confermare che gli impegni non saranno disattesi, quando una delle modalità per farlo è impedire il taglio assurdo e indiscriminato di filari esterni per una cervellotica pista ciclabile in versione autostrada. Se gli impegni non saranno rispettati, non saremo passivi». —



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