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Fratelli d’Italia 

«Nel carcere di Reggio delle gravi carenze»

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Con un’interrogazione il consigliere regionale Michele Barcaiuolo (Fratelli d’Italia) ha richiamato ieri l’attenzione della Giunta sulla situazione del carcere di Reggio. La struttura reggiana si compone di diverse sezioni maschili destinate a categorie omogenee di detenuti a cui si aggiungono quelle destinate alle patologie mentali, ai transgender e due sezioni femminili. In questa struttura come in altre, informa Barcaiuolo, l’emergenza Covid ha avuto dei «chiari riscontri operativi con la sospensione dei colloqui in presenza, l’adozione di particolari linee guida per evitare la diffusione dei contagi e la creazione di due specifiche sezioni quarantena a mo’ di filtro per tutti i detenuti in ingresso». Una situazione, quindi, che ha aggravato sensibilmente le condizioni di lavoro di un organico che, denuncia Barcaiuolo, «è carente di oltre 50 unità».

La carenza «di organico, unita all’assenza di sbarramenti che consentano al personale di lavorare in tranquillità – prosegue l’esponente di Fratelli d’Italia – costringe il personale a condividere gli spazi coi detenuti, rendendoli così costantemente esposti al rischio di aggressioni». A queste segnalazioni, Barcaiuolo aggiunge anche gli «evidentissimi problemi strutturali» sotto forma di «continue infiltrazioni di acqua piovana e, più in generale, di condizioni di estrema insalubrità di tutto il plesso».

Vista la situazione, il consigliere modenese ha quindi chiesto alla Giunta «quali misure la Regione intenda intraprendere al fine di dare soluzione ai numerosi disagi rilevati e segnalati dal personale degli istituti penitenziari di Reggio». —

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