«Servono forme di sostegno per le palestre e le piscine»
In Commissione regionale le difficoltà per i gestori dopo il nuovo decreto Stefania Bondavalli: «Abbiamo chiesto al Governo risorse dedicate al settore»
REGGIO EMILIA
Quale sarà l’immediato futuro delle palestre e delle piscine reggiane? È l’interrogativo che da domenica, dopo l’illustrazione del nuovo decreto, si pongono i gestori delle strutture sportive alle quali è stato chiesto di mettersi in regola con i protocolli anti Covid nel corso di questa settimana, pena la chiusura.
Se da un lato la risposta del ministero per le Politiche giovanili e lo sport (arrivata l’altro giorno a seguito dell’appello a non chiudere le attività da parte del socio del Fit Village, Diego Bigliardi, e altri colleghi) ha in parte tranquillizzato i gestori delle palestre, dall’altro la vicenda continua a tenere banco nel dibattito pubblico e ieri è approdata anche in Regione, dove è stata affrontata nel corso della seduta della Commissione cultura, scuola, formazione, lavoro, sport e legalità. Il tema è stato dibattuto in seguito a un’interrogazione della consigliera reggiana Stefania Bondavalli (gruppo “Bonaccini Presidente”) che ha evidenziato lo stato di difficoltà in cui si trovano piscine e palestre dai mesi successivi al lockdown, a seguito dell’applicazione dei protocolli sanitari e dei timori che le persone hanno nel riprendere l’attività.
Criticità, queste, che sono state poste anche da una serie di imprenditori che gestiscono impianti sul territorio emiliano romagnolo e che ieri mattina sono stati ascoltati in Regione da rappresentanti della giunta, presentando le difficoltà che vivono.
«Nell’interrogazione che ho presentato – afferma la Bondavalli – ho chiesto alla giunta un aggiornamento sulla situazione in cui si trovano i gestori e, nei limiti del possibile, un sostegno economico per consentire la prosecuzione della loro attività. Nel comparto degli impianti dedicati agli sport acquatici e delle palestre, l’attuazione delle opportune misure di contrasto al Covid ha infatti generato problematiche consistenti negli equilibri di gestione».
La risposta all’interrogazione è arrivata dal capo della segreteria politica del presidente della Regione, il reggiano Giammaria Manghi, che ha spiegato che sul territorio regionale sono 130 gli impianti censiti di proprietà pubblica (di cui 81 con pertinenze coperte, per i quali i disagi sono maggiori), per i quali è ipotizzata per il 2020 una perdita superiore ai 20 milioni di euro. «Un dato molto preoccupante – commenta Bondavalli – che genera la necessità di sollecitare l’adozione di misure di sostegno. In tal senso la Conferenza Stato-Regioni ha posto al Governo la necessità di identificare comparti che, a seguito di riduzione o chiusura di attività, necessitino di risorse dedicate. Per arrivare a risultati concreti, l’unica strada possibile è quella di una sinergia di azioni tra Stato, Regioni e Comuni».
A testimonianza dell’impegno su questo fronte sempre ieri la consigliera, insieme all’assessore del Comune di Reggio Emilia, Raffaella Curioni, e allo stesso Manghi, ha incontrato in videoconferenza un gruppo di gestori degli impianti reggiani.
Sempre relativamente allo sport, nel corso della Commissione regionale sono stati illustrati i capisaldi dell’ultimo decreto governativo: se per gli sport non di contatto e per quelli di contatto a livello professionistico non è cambiato nulla, per dilettanti e giovani sono permessi i campionati regionali, ma non quelli provinciali. Stop, infine, a sport ludico-ricreativi o amatoriali, mentre resta la possibilità di allenamento in forma individuale. —
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