«A scuola 1.444 contagiati Per l’85% sono studenti»
L’assessore Donini svela i dati su scala regionale e chiede attenzione per le Cra «La mascherina al banco potrebbe diventare un obbligo. Indossatela già ora»
REGGIO EMILIA
«L’onda è molto alta e grandi sono le nostre preoccupazioni». Raffaele Donini sta parlando in diretta dal Centro di riferimento regionale per le emergenze microbiologiche (Crrem), che ha sede al Policlinico Sant’Orsola-Malpighi. Una diretta veicolata dai social, avvenuta ieri e che ha scelto come pulpito proprio l’eccellenza regionale, nata nel 2002 dopo il crollo delle Torri Gemelle per attività di studio su pericoli microbiologici come era all’epoca l’antrace. Centro aperto dal 23 febbraio scorso 24 ore su 24 per effettuare ormai in prevalenza i test per combattere «questa guerra», come l’ha definita in diretta anche Maria Carla Re, direttore della Microbiologia Unica Metropolitana e del Crrem.
La pandemia crea allerta ma la Regione sta reagendo. Secondo quanto riferisce Donini, sono 1.444 le persone finora contagiate dal virus nelle scuole dell’Emilia-Romagna. «Si tratta per l’85% di studenti, il 15% sono invece insegnanti e personale non docente. Il 74% degli alunni colpiti va dalle scuole medie in su», ha detto l’assessore alle Politiche per la salute dell’Emilia-Romagna mentre fa il punto sull’evoluzione dei contagi in Regione. Rivolgendosi direttamente agli studenti Donini ha suggerito «di indossare la mascherina, anche al banco, non è ancora un obbligo – ha ricordato – ma potrebbe diventarlo. Anche i più giovani non sono esenti da contagio». L’assessore snocciola poi i dati relativi agli 888 nuovi contagiati nelle ultime 24 ore. Sui quasi 16mila tamponi effettuati sono risultati positivi il 5,5% dei tamponi e il 53% dei positivi è stato trovato tramite il contact tracing. Proprio l’indagine epidemiologica comincia ad essere «complessa visto l’aumentare dei casi» afferma Donini, che annuncia l’intenzione di poter assumere più persone da impiegare nella necessaria attività di tracciamento dei contagi. «Purtroppo anche oggi abbiamo dovuto riscontrare 10 decessi – ha detto poi l’assessore –. La cosa che mi preme sottolineare è che di questi, sei sono degenti alle Cra. Abbiamo riscontrato infatti ancora qualche focolaio nelle case per anziani ma le nostre task force sono tutte attivate. Stiamo offrendo ai degenti infettati le cure adeguate e stiamo procedendo con gli isolamenti per estinguere nel più breve tempo possibile i focolai. Ora i gestori delle Cra sono portati a scelte dolorose come la chiusura alle visite dei famigliari e noi pensiamo che questo sia un dramma nel dramma. Ma dal 6 novembre arriverà 1 milione di tamponi rapidi che offriremo come elemento di diagnosi veloce di modo che si possano riprendere magari visite controllate ai degenti. Un conto è il diritto alla salute ma c’è anche la qualità della vita nelle Cra. Gli anziani hanno diritto di essere vicini ai loro cari». Dal 23 ottobre in Regione sono stati riscontrati 17 focolai nelle Cra, con 178 degenti positiv. «Tenete però conto che abbiamo 22.642 persone nelle nostre case di riposo, quindi per ora parliamo dello 0,8% delle persone risultate positive. Per noi difenderli resta una priorità». In arrivo a fine mese altri 1,7 milioni di test veloci che la Regione utilizzerà a tappeto e saranno utilizzati anche in luoghi come l’aeroporto per tracciare l’epidemia. «Prenderemo anche dei sanificatori dell’aria che sarebbe bello utilizzare anche nelle scuole. Chiediamo però che le regole vengano rispettate, ovunque. La prevenzione resta fondamentale». —
Enrico Lorenzo Tidona
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