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Logistica trasporto merci 

I corrieri scendono in piazza per il rinnovo del contratto

I corrieri scendono in piazza per il rinnovo del contratto

Lo sciopero nazionale indetto dalle sigle sindacali Si Cobas e Adl Cobas «Il ricatto della crisi da Covid serve per bloccare ogni richiesta di miglioramenti»

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Reggio Emilia

Uno sciopero nazionale del settore logistico di 24 ore è stato indetto ieri dalle sigle sindacali Si Cobas e Adl Cobas. A Reggio Emilia, i manifestanti si sono trovati davanti alla sede della Gls. Al centro della protesta, la richiesta del rinnovo del contratto. Un contratto, quello della Logistica Trasporto Merci, scaduto il dicembre dell’anno scorso «con le trattative – sottolineano i sindacati – interrotte a causa della crisi dovuta al Covid 19».

«Questo – prosegue la nota sindacale – nonostante i padroni della logistica anche nel bel mezzo dell’emergenza sanitaria hanno continuato a macinare profitti e a far circolare tutto ciò che il mercato offriva mettendo a rischio la vita del personale e negando il più dei casi la possibilità di protocolli più stringenti a difesa della salute dei lavoratori. Anzi, hanno preteso e avuto dai sindacati confederali la possibilità di negare i soldi della vacanza contrattuale, nel periodo di maggior difficoltà economica per i lavoratori. Nella logistica abbiamo lavorato, portandoci a casa in moltissimi magazzini il contagio, senza alcun riconoscimento a tutela del salario».

Si apre un periodo di profonda crisi del capitalismo a livello non solo italiano – affermano i sindacati autonomi –, di ristrutturazione dell’apparato produttivo e distributivo con un aumento della disoccupazione e una riorganizzazione del mondo del lavoro, «che punterà ad usare sempre di più il ricatto della crisi da Covid per bloccare ogni richiesta di miglioramenti».

«Una fase che invece pensiamo – sottolineano i Cobas – debba diventare un’occasione per rilanciare le lotte per migliorare le condizioni di vita, per il diritto alla salute e all’istruzione investendo su welfare, sanità e scuola pubbliche, per un effettivo diritto alla casa, per il permesso di soggiorno esteso a tutti gli immigrati, per ridurre drasticamente la nocività del lavoro e l’inquinamento che ci avvelena, contro ogni forma di discriminazione». Riparte quindi la lotta nel settorte della logistica «per far capire che non possiamo accettare ricatti e pagare ancora una volta la crisi di questo sistema». Ma qual è la piattaforma di lotta per il rinnovo del contratto nazionale? Questi gli elementi centrali a partire dalla richiesta di titolarità dei Cobas alla contrattazione nazionale. Ecco i punti principali della piattaforma: aumento degli stipendi per recuperare l’aumento dei costi della vita (prezzi spesa, affitti, bollette) di almeno 150 euro al mese; estendere a tutti i magazzini i diritti conquistati con gli scioperi in Sda, Tnt, Gls, Brt, Fercam; passaggi di livello in base all'anzianità: nove mesi di anzianità livello 6, diciotto mesi di anzianità livello 5, sei anni di anzianità livello 4J, nove anni di anzianità livello 4S. E ancora: due giorni in più di permessi retribuiti; ticket per la mensa di almeno 5,29 euro al giorno; malattia e infortunio pagati al 100% dal primo giorno; una settimana di ferie in più per il recupero e il riposo dal lavoro usurante; aumentare la maggiorazione “notturno” al +35% per tutti (ora è al +15% per turni avvicendati e al +25% per gli altri); considerare lavoro notturno tutte le ore lavorate in un turno con almeno cinque ore lavorate tra le 22 e le 6; cancellare il limite di cinque scatti di anzianità; indennità di freddo per i magazzini “frigo”: + 35% (se sotto gli 0°) e +20% (6° o inferiore) per ogni ora lavorata in cella frigo; pause retribuite; maggiori tutele per chi dopo anni di magazzino non è più idoneo al lavoro: assicurazioni e sistema di “buone uscite”; limite ai contratti a tempo determinato e aumento automatico delle ore contrattuali per i part-time che svolgono per tre mesi una mole di lavoro per più ore di quelle contrattuali. —

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