«Sulla chiusura della piazza non c’è stato un confronto»
Duro attacco di Simonazzi (Confcommercio) dopo la proroga dello stop alle auto «Il Comune dice che deve arrivare una gru: dopo due settimane non c’è niente»
GUASTALLA
«Il confronto c’è stato, ma solo a posteriori, dopo che avevamo ricevuto avvisi che, com’è evidente, hanno una tempistica assolutamente inaccettabile: non si può comunicare il 21 luglio una cosa che inizia il 23; anche la proroga, poi, è stata comunicata il 30 settembre essendo riferita al primo ottobre. Questo significa anche avere poca attenzione riguardo a un’attività di programmazione o di confronto con le parti interessate».
Ci va giù duro Anna Simonazzi, responsabile della delegazione Confcommercio del distretto di Guastalla. Il nodo della questione resta piazza Mazzini la cui chiusura non smette di far discutere. «Tutto è partito qualche anno fa, quando ancora nell’amministrazione precedente a quella attuale, che è però è rimasta la stessa, si è iniziato a parlare della possibilità di chiudere al traffico la piazza – spiega – Con una comunicazione del 21 luglio il Comune ha annunciato che da giovedì 23 luglio e fino al primo di ottobre compreso, piazza Mazzini sarebbe rimasta chiusa al traffico per renderla “un’area pedonale al servizio della cittadinanza e favorire l’organizzazione e l’allestimento di un’ampia serie di iniziative nel corso dei prossimi mesi”. Iniziative di intrattenimento tipo spettacoli serali e altre cose: per cui avevamo la piazza chiusa tutto il giorno per lavorare la sera. È chiaro che qualche ricaduta positiva possono averla avuta i pubblici esercizi, ma non i negozi. Adesso la chiusura della piazza è stata prorogata fino al 31 maggio 2021 con una motivazione diversa: l’insediamento di un cantiere necessario al restauro della canonica parrocchiale fino al 30 aprile 2021». «Il Comune dice che nella piazza dev’essere posizionata una gru di grande portata e con un braccio mobile che la invaderà tutta: di conseguenza, per ragioni di sicurezza, non vi si può accedere. Tutto questo, però, è partito dal primo di ottobre: oggi siamo al 23 (ieri per chi legge, ndr) e di tutto questo non si vede nulla – fa notare – Dunque un mese sprecato inutilmente. Che poi, se mi possono comunicare un giorno prima che dal giorno successivo entra in vigore un certo provvedimento, allora mi possono comunicare il giorno prima che l’indomani arriva la gru: intanto resto aperto. Abbiamo chiesto di verificare la possibilità di aprire anche solo la circolazione adiacente ai fabbricati oppure in un’area nella parte iniziale della piazza, quella più in alto, a ovest, in modo da poter lasciare una parte di parcheggi. Ci è stato risposto che non è possibile. Eppure noi veniamo da anni di cantiere sul duomo, dove c’era già la gru e la piazza non è mai stata chiusa. Secondo noi sotto a questa situazione c’è la volontà precisa di non aprire più questa piazza».
«Non dimentichiamoci – conclude – che questa situazione non lede solo le attività commerciali: perché in quell’area si sono per fortuna insediati, dopo che si erano delocalizzati, anche gli uffici del Comune, ci sono servizi come banche e assicurazioni, oltre a tutta la rete commerciale: tutte cose di cui usufruisce il cittadino. Qui ci va di mezzo l’interesse della collettività. L’amministrazione replica che lì ci sono parcheggiate le automobili dei dipendenti e dei commercianti. Ma lì c’è, c’era, anche la sosta a tempo e tutto questo poteva essere risolto semplicemente con un maggior controllo. Se, inoltre, il Comune sa che c’è quel tipo di fenomeno, lo può contrastare in qualche altro modo, dal momento che non è un parcheggio libero. Tutto questo, inoltre, si aggiunge al momento di grande difficoltà che tutte le imprese stanno attraversando per la pandemia. In un periodo, tra l’altro, andando incontro alle festività, nel quale le attività commerciali e i pubblici esercizi possono sperare di lavorare». —
M.P.
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