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Tangenziale, due ricorsi rischiano di bloccare i lavori già al via

Alessandro Cagossi
Tangenziale, due ricorsi rischiano di bloccare i lavori già al via

A Novellara Legambiente e “Italia nostra” li hanno inoltrati in riferimento al primo sottostralcio

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NOVELLARA

Ennesimo “colpo di scena” sulla tangenziale: i due ricorsi legali ancora pendenti inoltrati dalle associazioni Legambiente e “Italia nostra” al Tribunale amministrativo regionale (Tar) si riferiscono al sottostralcio dell’infrastruttura tra la provinciale per Guastalla e via Valle, prossimo al cantieramento dopo l’assegnazione dei lavori (non senza polemiche per le procedure “ad invito”) alla ditta Numanti Pier Luigi & Rossi Enzo, vincitrice dell’appalto di 3,1 milioni di euro.

Si desume, quindi, che il Comune avrebbe deciso di iniziare i lavori del primo sottostralcio senza aspettare il pronunciamento delle sentenze che potrebbero essergli avverse, nel caso in cui sancissero l’illegittimità del progetto.

Il primo ricorso ha a che fare con la normativa sul rispetto dei vincoli storici e paesaggistici in un tratto di campagna compreso tra il Mulino di sotto e il Casino di sotto dove dovrebbe passare la tangenziale. Si tratta di due edifici architettonici gonzagheschi che erano storicamente collegati tra di loro da un ampio viale alberato, il cosiddetto “Stradone delle pioppe”, che rappresentava una sistemazione paesaggistica cinquecentesca voluta dai Gonzaga. La Soprintendenza dei beni culturali dell’Emilia-Romagna, quindi, nel 2005 valutò un ipotetico recupero di questo retaggio gonzaghesco, imponendo al Comune di ripristinare il viale alberato e di costruire, in quel tratto vincolato, la strada in trincea per non deturpare l’area.

Il Comune presentò, invece, un progetto di strada a raso che non ottenne il beneplacito della Soprintendenza regionale. Per ovviare a questa bocciatura, negli anni successivi gli amministratori locali inoltrarono il progetto al Comitato tecnico scientifico del Ministero dei beni culturali di Roma che diede parere favorevole nel 2009. Queste due valutazioni differenti hanno innescato un contenzioso legale su cui dovrà pronunciarsi il Tar del Lazio, alla luce del ricorso ancora pendente presentato nel 2010.

Legambiente e Italia nostra, alla luce dell’imminente inizio dei lavori annunciato dal Comune, qualche settimana fa hanno inviato al Tar un’istanza per sollecitare la sentenza in tempi brevi. Le due associazioni confermano l’esistenza di un secondo ricorso inoltrato al Tar di Parma nel 2018 che verrà discusso il prossimo 2 dicembre, riguardante presunti vizi procedurali e irregolarità relativi alla delibera comunale che autorizzava la suddivisione del tratto mancante in due distinti sottostralci. In caso di accoglimento dei ricorsi, potrebbe esserci la sospensiva dei lavori.

Del problema dei due ricorsi pendenti si era parlato anche la settimana scorsa durante l’apposita commissione consiliare, presenti il segretario comunale Alfredo Tirabassi, il sindaco Elena Carletti, l’assessore ai lavori pubblici Alessandro Baracchi, i tecnici comunali e i consiglieri comunali che fanno parte della commissione mobilità e opere pubbliche.

Ora si è chiarito che essi fanno riferimento proprio al sottostralcio i cui lavori sono già pronti per partire (l’assegnazione è di 10 giorni fa e il termine è previsto tra un anno e mezzo). Non ci sarebbe, allo stato attuale, invece nessun contenzioso legale sull’altro sottostralcio, quello tra via Valle e la provinciale per Reggiolo, ma la normativa in vigore renderebbe impossibile realizzare il tragitto previsto nel progetto originario. —

Alessandro Cagossi

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