Un mese di indagini poi la polizia arresta il rapinatore
Minacciò le due commesse di Twinset con il cutter Una lunga serie di episodi analoghi commessi a Bologna
REGGIO EMILIA
Dopo poco più di un mese di complesse indagini ha un volto e un nome il rapinatore che, il 15 settembre, minacciò di morte con un cutter due commesse del punto vendita “Twinset” in centro storico, facendosi così consegnare quasi 600 euro di incasso. Si tratta del 48enne Eolo Pompa, originario di Modena e residente a Bologna, già gravato da numerosi precedenti, molti dei quali per rapine in serie compiute sempre con lo stesso metodo.
la rapina
Il criminale si era presentato verso le 19.45 nel punto vendita di via Emilia Santo Stefano, all’orario di chiusura: negozio vuoto e cassa piena dei soldi guadagnati nel corso della giornata.
Appena entrato da Twinset, con il volto coperto dal cappuccio di una felpa e da una mascherina, Pompa ha estratto subito il cutter, minacciando di morte le commesse con il coltello e prendendo i contanti custoditi nel cassetto dietro al banco: 582 euro totali. Ottenuti i soldi, il 48enne è scappato a piedi senza lasciare traccia ma con la mascherina abbassata.
le indagini
Fin da subito gli agenti della Squadra Mobile, coordinata dal dirigente Guglielmo Battisti, hanno perlustrato la zona, interrogato i testimoni raccogliendo le indicazioni su persone sospette in zona e analizzato le immagini delle telecamere di videosorveglianza comunali in centro.
Raccolti evidenti elementi di responsabilità nei confronti di Pompa, il pm titolare delle indagini, Giulia Stignani, ha quindi chiesto e ottenuto dal Gip l’applicazione della misura cautelare in carcere. Elevato infatti, secondo la procura reggiana, il pericolo di reiterazione del reato aggravato dai precedenti e dalla pericolosa personalità del modenese. Il 48enne, ad esempio, aveva già terrorizzato per giorni il centro storico di Bologna tra fine aprile e metà giugno 2011, mettendo a segno una decina di rapine con lo stesso sistema: prima un sopralluogo all’esterno, poi l’attesa che i clienti uscissero e quindi la minaccia alle commesse, sempre donne sole, con un cutter.
Una tesi, quella del pm Stignani, avvalorata anche dal Gip che il 20 ottobre ha avallato le richieste del magistrato. Giovedì quindi, al termine di una non facile attività di ricerca, la Mobile ha trovato e portato Pompa nel penitenziario di via Settembrini. —
Leonardo Grilli
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