Gazzetta di Reggio

Reggio

IL PROCESSO 

Violenza sessuale in via Turri Ieri in tribunale sentita la donna

Ambra Prati

La nigeriana ha raccontato di essere stata abusata da un connazionale L’uomo, che da questa estate  è in cella, nega tutto

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA

Ha raccontato, in lacrime, quella terribile notte di stupro e botte, raccontando di aver opposto resistenza finché ha potuto: fino a quanto il violentatore, nella colluttazione, non l’ha fatta cadere a terra, sedendosi sopra la sua schiena fin quasi a soffocarla. Per la donna, una nigeriana di 35 anni residente a Ferrara, essere sottoposta ieri mattina in tribunale all’incidente probatorio è stato come rivivere l’incubo consumatosi l’estate scorsa in un appartamento di via Turri dove un connazionale – un 24enne disoccupato e incensurato – l’aveva attirata dopo quasi un anno di “conoscenza” via Facebook. La vicenda rievocata risale alla notte tra il 26 e il 27 luglio, quando una donna nigeriana ha allertato il 113 supplicando di andare a liberare un’amica che le aveva chiesto aiuto tramite il cellulare perché, dopo essere stata abusata sessualmente, era rinchiusa in un appartamento di via Turri.

Quando gli uomini della Squadra Mobile hanno fatto irruzione nell’appartamento, hanno trovato la giovane in condizioni drammatiche, tanto che la donna si è accasciata a terra indicando nel 35enne presente in casa il suo aguzzino. L’uomo, arrestato poco dopo per violenza sessuale aggravata e lesioni, da allora è detenuto alla Pulce, non potendo essere espulso per una richiesta di asilo politico in corso di valutazione.

Secondo la versione della vittima, che per vivere realizza acconciature con treccine afro, dopo la lunga relazione virtuale l’uomo le ha proposto di incontrarsi e ha insistito affinché venisse nella nostra città. Quando lei ha acconsentito e ha preso un treno, lui è andato a prenderla in piazzale Marconi, si è mostrato gentile e con una scusa l’ha attirata nel suo appartamento, dove le ha fatto delle avances esplicite. Da questo punto in poi le due versioni divergono: secondo la ragazza il rifiuto ha fatto scatenare una violenza senza scrupoli, mentre secondo l’arrestato, che nega ogni addebito ed è difeso dall’avvocato Nino Vaccari, la donna era consenziente. Durante l’incidente probatorio di ieri la parte offesa, difesa dall’avvocato Gisella Mesoraca e assistita da una interprete, ha confermato i fatti, incalzata dal pm Maria Rita Pantani che, con una serie di domande, ha messo in luce alcuni aspetti delle dichiarazioni messe a verbale, sostenendo davanti al Gip Dario De Luca la credibilità della vittima. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google