«Colpiti duramente Ora questo momento ci riempie di gioia»
REGGIOLO
«È dal 2012, da quell’infausto 20 maggio di otto anni fa, che ci è preclusa la visita alla nostra bella chiesa parrocchiale dedicata alla Beata Vergine Maria Assunta, simbolo religioso e identitario della nostra comunità».
Così parla il sindaco Roberto Angeli che non nasconde una punta di commozione nel vedere la chiesa più bella e luminosa di prima. «Il sisma – ha continuato Angeli – ha colpito ciecamente tutti gli edifici pubblici storici causando enormi danni e gravi conseguenze umane e materiali, a cui la comunità ha prontamente reagito con autentico spirito solidale. La riapertura al culto della nostra chiesa ci riempie di entusiasmo, di gioia e di speranza. La sua ritrovata fruibilità si carica di profondo significato perché ci consente di godere pienamente di un importante luogo di preghiera, un luogo del nostro vivere insieme. Ci aiuta a ripercorrere il ricordo delle profonde tradizioni religiose che affondano nella nostra millenaria cultura».
L’assessore alla Ricostruzione, Franco Albinelli, che si è occupato in questi anni della rinascita di Reggiolo ha rivolto un ringraziamento particolare a coloro che hanno permesso e finanziato l’opera: «Se riapriamo la nostra chiesa lo dobbiamo alla Regione Emilia-Romagna, alla Soprintendenza di Bologna, alla Curia Vescovile, alla parrocchia di Reggiolo col suo parroco don Francesco Avanzi e i numerosi benefattori che hanno contribuito alla ultimazione di alcune importanti finiture. Un grazie particolare alla famiglia Storchi». «Vorrei anticipare che a dicembre, il giovane ricercatore dottor Francesco Fava – ha concluso Albinelli – presenterà un volume sulla chiesa. Un’opera che ha il pregio di aver recuperato alla nostra memoria alcuni approfonditi studi svolti dal professor Aldo Zagni e pubblicati in tempi diversi e raccolti, in occasione del 150° anniversario della costruzione della chiesa, da don Gino Bolognesi, allora nostro parroco che ricordiamo con stima, affetto e riconoscenza per aver vissuto quei difficili eventi sismici a stretto contatto col suo gregge in una difficilissima, precaria situazione». —
M.P.
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