Gazzetta di Reggio

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LA VITA DI AFRO BETTATI 

È stato sindaco per 19 anni

Imprigionato e spedito in un  lager nazista, dopo la guerra  andò a lavorare in Algeria.  Poi l’esperienza politica  e la presidenza dell’Avis

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BRESCELLO

Afro Bettati è nato a Brescello il 27 ottobre del 1920. È rimasto in carica come sindaco per 19 anni, dal 1951 al 1970, un dato che tutt’ora lo fa essere il primo cittadino che ha governato il paese più a lungo, al pari di Ermes Coffrini. Raccolse il “testimone” dalla prima donna sindaca, Leda Bacchi Palazzi, nell’anno in cui si verificò la tremenda alluvione che allagò buona parte della Bassa reggiana. Bettati partì militare nel ’39 per Zara. Poi, dopo l’8 settembre, venne spedito in un lager nazista. Tornò a casa nel ’46 e, di fronte alle difficoltà della ripresa del dopoguerra, su invito di uno zio, lo raggiunse a Moustagemen, in Algeria, nei dintorni di Orano. Qui, lavorò duramente e, dopo qualche anno, rientrò a Brescello. La sua esperienza non passò inosservata alla coalizione socialcomunista, che lo inserì nella lista per la corsa al Comune, e lo propose come sindaco. I suoi mandati furono caratterizzati da tolleranza e buonsenso nella gestione, e coincisero perfettamente con gli anni nei quali, in paese, vennero girati i celebri film con protagonisti Gino Cervi e Fernandel nei panni di Peppone e don Camillo: un periodo nel quale Brescello fiorì e del quale Bettati intuì subito le opportunità in termini di sviluppo e visibilità del territorio. Una volta smessi i panni del sindaco, Bettati, oggi vedovo della moglie Vittorina, divenne anche presidente della sezione locale dell’Avis. —

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