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«Memoria vivente di Resistenza»

«Memoria vivente di Resistenza»

Albertina Soliani dell’Istituto Cervi ricorda anche la battaglia per la giustizia

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«Germano Nicolini si è spento, dopo un secolo esatto di vita dedicata per intero alla verità, alla giustizia, alla sua coscienza civile e morale che non si è mai piegata. Cento anni di libertà, combattuta, negata, conquistata, praticata, raccontata con una testimonianza infaticabile, propria di chi ha vissuto una vita unica, condensato di storia e di senso, di lotta e di riscatto. Molti lo ricorderanno come il Comandante Diavolo, ed è necessario ripartire da lì, dalla sua esperienza di primissimo piano nella Resistenza reggiana, per comprendere l’uomo, il grande Italiano che è stato. Quasi tutti correranno con la memoria al caso giudiziario clamoroso che lo ha visto protagonista, l’ingiusta carcerazione per l’omicidio di Don Pessina. La sua battaglia per la giustizia, e prima ancora per la verità resta una delle più alte testimonianze della nostra storia repubblicana. Tutti, ma proprio tutti, avrebbero dovuto incontrarlo almeno una volta, nella sua inesauribile vita di testimone. Memoria vivente di resistenza praticata giorno dopo giorno, e non rievocata». È il ricordo di Albertina Soliani dell’Istituto Cervi.

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