«Operavamo a pochi chilometri Questa è una brutta giornata»
Il ricordo di Giglio Mazzi (il partigiano Alì) uno degli ultimi Gap «Ci conoscemmo soltanto dopo, era davvero una grande persona»
IL PARTIGIANO
«Sono profondamente addolorato, ero molto legato a Germano Nicolini, prima ho conosciuto la sua storia e poi lui, è stata una grande persona, è una brutta giornata».
Non nasconde il suo dolore il 93enne partigiano Giglio Mazzi, nome di battaglia “Alì”, uno degli ultimi Gap reggiani (i partigiani sabotatori attivi in città) ancora in vita. Mazzi, da decenni testimone instancabile, ha combattuto nella zona Est di Reggio, quella che da San Maurizio porta a Masone, a Castellazzo e a Gazzata, proprio al confine con la San Martino in Rio in cui era impegnato l’altro giovane resistente Germano Nicolini. «In quegli anni non ci siano conosciuti direttamente, il nostro “confine” era proprio a Gazzata, i contatti con gli altri partigiani non erano facili, solo dopo abbiamo scoperto di aver operato a pochi chilometri l’uno dall’altro», racconta Mazzi. “Alì” era uno dei componenti del leggendario distaccamento Katiuscia della 37esima brigata Gap, il gruppo di cui faceva parte un altro giovanissimo militante comunista, Otello Montanari, l’uomo del “Chi sa parli”. «Nicolini l’ho conosciuto bene proprio grazie a Montanari, dopo il suo appello per fare chiarezza sulla vicenda che per tanti decenni ha segnato la sua esistenza. Già nel dopoguerra avevo seguito tutto quello che gli era accaduto, le accuse, il processo, le condanne e il carcere, seguivo tutto quello che gli succedeva», ricorda Mazzi, per decenni uno dei dirigenti delle Fcr.
«Dopo l’appello di Montanari l’ho conosciuto meglio, era una grande persona e questa è una perdita dolorosa per tutti noi. In questo periodo non è nemmeno possibile ricordarlo come si vorrebbe, per via delle prescrizioni sanitarie, e questo è un ulteriore motivo di dispiacere. Il mio pensiero va ai suoi famigliari», conclude.
Parole che arrivano da uno degli ultimi esponenti di un gruppo di giovani, di cui facevano parte anche Otello Montanari e Annibale “Teranghi” Bonacini. È ancora viva e in ottima forma Giacomina Castagnetti, la ragazza che soccorse più volte Mazzi e Montanari feriti partendo dall’abitazione a Castellazzo, una casa di latitanza preziosa gestita dalla famiglia Castagnetti con altissimi rischi. —
Adr.Ar.
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