Anche Scandiano piange Gianguido Sacchi Morsiani
Docente di diritto amministrativo, a capo per decenni di Carisbo, aveva 86 anni I funerali si svolgeranno oggi a Bologna, la tumulazione nella città d’origine
SCANDIANO
Addio a uno dei grandi protagonisti della finanza emiliana, da sempre legato alla sua Scandiano. Nella giornata di ieri è morto l’86enne Gianguido Sacchi Morsiani, maestro di diritto amministrativo e per decenni a capo della Carisbo, la potentissima cassa di risparmio bolognese, oltre che dirigente tennistico nazionale. L’ex docente e dirigente è spirato alla clinica privata bolognese Villalba, il funerale si svolgerà oggi nella città felsinea nella chiesa di Santa Annunziata, la tumulazione avverrà a Scandiano.
Sacchi Morsiani era nato a Scandiano, il paese di origine della sua famiglia, dove tutt’ora vari componenti vivono e mantengono vasti possedimenti, nella zona attorno al capoluogo e sui colli. L’intera area delle Tre Croci sul Monte Evangelo appartiene ai Sacchi Morsiani, compreso il punto in cui si trovano i simboli religiosi, di recente vandalizzati. Al momento di avviare il progetto di ripristino delle Croci, il Comune di Scandiano si è confrontato proprio con i Sacchi Morsiani, ottenendo piena collaborazione all’operazione.
Morsiani lascia il figlio Giovanni, avvocato. La moglie Maria Stella è morta nel 2018 e il figlio Guiberto, avvocato tributarista seppellito proprio a Scandiano, nel 2017.
Gianguido non aveva mai interrotto il legame con Scandiano, luogo di ritorno per i giorni liberi e le feste, per rivedere i parenti e le terre dell’infanzia, a partire dai colli che da Ventoso e San Ruffino risalgono verso il Monte Evangelo. Con la morte dell’86enne patriarca dei Sacchi Morsiani se va una delle figure che hanno segnato la finanza cattolica bolognese ed emiliano-romagnola degli ultimi decenni, attore di rilievo nei movimenti che hanno disegnato l’attuale assetto bancario nazionale.
Docente di diritto amministrativo all’ateneo di Bologna, esperto di diritto comunitario, ha collaborato a lungo con il ministero delle Finanze ai tempi dei ministri bolognesi democristiani Nino Andreatta e Giancarlo Tesini. Dal 1980 al 2004 è stato il presidente di Carisbo, guidando i vari accorpamenti e le varie fusioni che hanno condotto Carisbo all’interno del gruppo Sanpaolo Imi ed alla fine in Intesa Sanpaolo. Nel 2013 ha ripreso la carica di presidente sino al momento della fusione definitiva della “sua” banca dentro al gruppo Intesa Sanpaolo nel 2019, ultimo a ricoprire l’incarico nella versione originaria ed autonoma della cassa di risparmio.
In seguito non aveva abbandonato l’impegno, spiccando come uno dei promotori della battaglia interna alla Fondazione Carisbo proseguita sino a pochi mesi fa, una vicenda nata dall’addio dell’ex rettore Roversi Monaco e rimbalzata in tutte le cronache economiche nazionali. Un altro grande amore della sua vita è stato il tennis. Ottimo giocatore in gioventù, fra i fondatori del circolo bolognese Cierrebi, in diverse occasioni ha operato come commissario della Federazione italiana di tennis. —
Adr.Ar.
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