I vaccini non arrivano saltano le prenotazioni
Partite le chiamate di disdetta degli appuntamenti presi per il Bocciodromo Dalla Regione meno dosi del previsto. Daviddi: «Chiedo eccezioni alle chiusure»
CASALGRANDE
«Dobbiamo disdire parte dei vaccini antinfluenza già prenotati: non ci hanno consegnato tutte le dosi promesse». Slittano in avanti, a data da destinarsi, molte delle iniezioni antinfluenzali che si sarebbero dovute effettuare in questi giorni nel Bocciodromo di via Santa Rizza, trasformato in un’area attrezzata allo scopo.
Da inizio mese il Comune e i medici di base del territorio avevano pensato a una gestione unitaria e assieme ai gestori del Bocciodromo e ai volontari di diverse associazioni, avevano organizzato giornate di vaccinazioni con accessi centralizzati e controllati. Un modo per snellire le procedure, garantire la sicurezza e velocizzare l’intera operazione.
Ora però lo stop forzato, con la cancellazione di molti appuntamenti già fissati per i prossimi giorni, nella speranza di recuperare dalla metà del prossimo mese: «Stiamo provvedendo in queste ore a disdire una parte delle prenotazioni già fissate: siamo stati costretti dal fatto che la Regione non è stata in grado di consegnare parte delle dosi preventivate», annuncia l’amministrazione comunale casalgrandese.
Per evitare disagi e uscite a vuoto degli abitanti, sono già partite le telefonate informative: «Stiamo comunque provvedendo a informare i cittadini che non potranno vaccinarsi come programmato, e, in base agli accordi presi con i medici, invitandoli a rivolgersi al proprio medico o informandoli che verranno ricontattati dal nostro servizio prenotazioni: l’eventuale ricontatto, di cui vi daremo notizia sui nostri canali istituzionali, potrebbe avvenire verso la metà novembre, quando la fornitura dovrebbe sbloccarsi».
Ordini inevasi
In queste settimane, il Bocciodromo rimarrà allestito con gli attuali percorsi di sicurezza, così da poter essere nuovamente utilizzato non appena le dosi saranno disponibili. Il problema non riguarda solo Casalgrande, ma buona parte del territorio regionale, gli approvvigionamenti sono stati molto più elevati rispetto agli anni scorsi, ma lo stesso vale per le richieste, e le aziende produttrici non hanno ancora materialmente potuto evadere tutti gli ordini.
Una sofferenza che arriva nel momento forse più complesso, quelle delle preoccupazioni, delle incertezze e della rabbia generato dall’ultimo Dpcm.
la richiesta di eccezioni
Il sindaco casalgrandese Giuseppe Daviddi non usa giri di parole, per criticare l’impianto: «Non condivido la misura della chiusura alle 18 di esercizi come ristoranti, bar e pasticcerie: mi opporrò con tutte le forze a questa decisione che penalizza un’intera categoria. Piuttosto che colpire nel mucchio, si sarebbero dovuti contrastare, con adeguati controlli, i singoli comportamenti sbagliati emersi in queste settimane».
Daviddi proverà a chiedere eccezioni, facendosi carico delle eventuali verifiche: «Voglio difendere i diritti degli esercenti, fino a chiedere la possibilità per i sindaci di derogare dalle misure del decreto presidenziale, accollandoci i controlli sul rispetto delle prescrizioni sanitarie». Discorso simile viene fatto per teatri e cinema. In generale, attacca il primo cittadino, «ritengo sbagliato parlare di coprifuoco: è una parola che in questo momento è un obiettivo non perseguibile. Occorreva tentare di far funzionare le restrizioni già esistenti, migliorandole laddove necessario». E guardando altrove, a esempio ai mezzi pubblici: «Nessuno si è preso la briga di verificare la capienza necessaria a fermare la diffusione del virus sui mezzi pubblici, dove l’applicazione della regola dell’80% non previene il formarsi di assembramenti». —
Adriano Arati
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