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Ortopedia, la rete provinciale si organizza in tre diversi poli

Roberto Fontanili
Ortopedia, la rete provinciale si organizza in tre diversi poli

Prestazioni differenziate tra Santa Maria, Guastalla-Montecchio-Correggio e Castelnovo Monti-Scandiano: obiettivo fronteggiare la carenza di specialisti

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REGGIO EMILIA

Per scongiurare la chiusura del reparto di Ortopedia dell’ospedale Sant’Anna di Castelnovo Monti, dove a breve resterebbe un solo medico rispetto ai quattro previsti in organico, l’azienda Ausl-Ircss ha varato una nuova organizzazione territoriale in base alla quale il reparto di Ortopedia del Magati di Scandiano opererà anche al Sant’Anna, sollevando così parte del lavoro prima svolto dal Santa Maria Nuova. Ma non si tratta di una semplice operazione di affiancamento, quanto di una riorganizzazione più complessiva di tutta la rete provinciale di Ortopedia-Traumatologia che coinvolge tutti i sei ospedali reggiani e che prevede la formazione di tre poli specialistici: Reggio Emilia, Guastalla-Montecchio-Correggio e Castelnovo Monti-Scandiano sulla base di specifiche competenze sanitarie.

La riorganizzazione prevede inoltre una ridefinizione di tutte le prestazioni programmate e in urgenza, anche per far fronte alla penuria di ortopedici che continuerà anche nei prossini anni, nonostante il concorso che sarà pubblicato a breve dall’Ausl.

Oggi la carenza di personale, in particolare ortopedici e anestesisti con cui l’Ausl reggiana deve fare i conti, al pari di tutta la sanità italiana, si traduce in 15 posti vacanti, sui 43 previsti in organico. La nuova organizzazione proposta dall’Azienda Ausl-Ircss e approvata dall’Ufficio di presidenza della Conferenza territoriale sociale e sanitaria è stata individuata su proposta dei medici ortopedici reggiani e ha lo scopo, è stato detto, di «garantire l’operatività di tutti i sei ospedali a fronte della sempre maggiore carenza di professionisti che solo nei prossimi anni potrà essere attenuata». Ma ci vorranno non meno di cinque anni. Con queste premesse il presidente della Ctss (Conferenza territoriale sociale e sanitaria) e della Provincia Giorgio Zanni, il direttore generale Cristina Marchesi e il direttore del presidio ospedaliero Giorgio Mazzi dell’Azienda Ausl-Ircss, e i sindaci dell’Ufficio di presidenza della Conferenza territoriale hanno illustrato la nuova organizzazione. Che, ha sottolineato il presidente della Provincia Giorgio Zanni, «è in sintonia con il Pal (Piano attuativo locale) ospedaliero approvato nel 2019 e tiene in considerazione le criticità emergenti, come la carenza del 34% di specialisti ortopedici».

Una carenza che si scontra, ha spiegato Cristina Marchesi, «con una domanda crescente di prestazioni di ricovero e ambulatoriali, e di urgenza a cui si risponde con una diversificazione dell’offerta specialistica per macro-aree».

A illustrare come si articolerà sul territorio la nuova rete è stato Giorgio Mazzi che ha premesso come «saranno conservate le prerogative esistenti in termini di integrazione e programmazione delle attività e la rete si articolerà su tre poli: Reggio Emilia, Guastalla-Montecchio-Correggio e Castelnovo Monti-Scandiano. A Guastalla, Reggio Emilia e Castelnovo Monti vengono assicurati gli interventi chirurgici brevi (one-day surgery, day surgery), il day service e l’attività in regime di ricovero ordinario e ambulatoriale.

A Montecchio e Scandiano viene svolta attività in regime di ricovero, one-day surgery, day surgery, day service e ambulatoriale. A Correggio viene svolta attività in regime di day surgery, day service e ambulatoriale. Il riferimento provinciale per Ortopedia-Traumatologia resta l’Arcispedale Santa Maria Nuova, che si occuperà dei politraumi, dell’urgenza maggiore e dei casi ad alta complessità, mentre gli altri due poli provinciali sono deputati a soddisfare i bisogni per l’attività ambulatoriale, i traumi di media/bassa entità.

Inoltre resta confermato che Scandiano si occuperà prioritariamente di traumatologia degli arti superiori e Castelnovo Monti di quella degli arti inferiori.

Nel 2019 sono stati effettuati complessivamente 6.159 interventi ortopedici in provincia. Di questi l’80% in regime programmato e il 20% in urgenza. Inoltre 2.318 interventi hanno interessato gli ospedali di Scandiano e Castelnovo Monti (70% programmato), rispetto agli oltre 1.800 effettuati all’ Arcispedale che però avevano una maggior complessità. —



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