«Un successo possibile con il contributo di tutti»
Il commento di Mauro Severi, presidente del comitato Reggio città universitaria «Lavori conclusi in solo un anno e mezzo, ora puntiamo a completarlo tutto»
reggio emilia
Mentre ci guida per i corridoi e gli uffici interminabili dell’ex seminario, Mauro Severi ha gli occhi che brillano e un sorriso soddisfatto. Tocca le pareti lucidate, indica gli infissi e i ferramenti sostituiti, saluta gli operai al lavoro e percorre, infaticabile, scale su scale. Sforna dettagli, aneddoti, particolari tecnici, emozioni. L’architetto reggiano e presidente del comitato Reggio città universitaria ci tiene a mostrare ogni angolo di quella che, si percepisce, vive come una sua creatura. Anche se, precisa immediatamente, «il merito principale va ai due architetti autori del progetto, Alberto e Giovanni Manfredini».
Il cantiere ormai prossimo alla conclusione ha riguardato il cosiddetto “lotto A”. Ovvero tutti i piani dell’ala nord su viale Timavo, dal piano rialzato compreso l’atrio fino al terzo piano (piani terra, primo, secondo e terzo) destinati all’università per 1.032 posti aula complessivi e 160 postazioni di lavoro. Sono inclusi il nuovo auditorium da 293 posti (l’ex refettorio), l’area del seminterrato dell’ala nord destinata a foyer e ai servizi informatici e l’area del seminterrato sud, destinata alla centrale termica. Un totale di 9mila metri quadrati di aule e uffici e altrettanti fra parco e aree verdi. Parliamo di 114 uffici, 14 aule, 74 servizi igienici, oltre 100 posti auto e 200 posti biciclette. Duemila le persone che popoleranno questi spazi.
«Il 25 ottobre 2018 è stato sottoscritto il protocollo di intesa tra il seminario vescovile, il Comune e l’università di Modena e Reggio Emilia – ricorda Severi camminando per l’edificio – e il 20 dicembre dello stesso anno è stato costituito il comitato Reggio città universitaria. Il 29 aprile 2019, festa del primo miracolo della Madonna della Ghiara, il vescovo ha poi benedetto l’inizio dei lavori».
E quest’anno, il 21 novembre, si terrà l’inaugurazione.
«Non devo certo dirlo io – prosegue l’architetto – ma terminare tutto in un anno e mezzo è stato un successo. Tutti hanno contribuito: le maggiori imprese reggiane, cittadini, avvocati, commercialisti, associazioni, enti pubblici e privati. Fino ad oggi siamo riusciti a lavorare utilizzando solo i soldi che sono stati donati».
Un totale di oltre 4 milioni di euro ricevuti sui 7,5 previsti a inizio lavori. «C’è stato un innamoramento per questo progetto – racconta Severi – a partire dalle squadre di tecnici bravissimi che abbiamo messo in campo. Tutto è stato restaurato e sistemato, dal miglioramento sismico agli impianti tecnologici, dai corpi illuminanti ai sistemi di condizionamento e filtraggio dell’aria, dai pavimenti agli ascensori e le scale. Senza dimenticare i ferramenti e gli infissi, qui prima c’era un gelo pazzesco».
Ma Severi, com’è nel suo carattere, guarda già avanti. E conclude la visita al seminario con un auspicio: «La mia speranza, condivisa da molti, è quella di trovare i finanziamenti per andare avanti con questa operazione di restauro. Il complesso è affidato per vent’anni all’università e se riuscissimo a recuperare anche la parte retrostante, che conta un piano in più, vorrebbe dire aumentare ancora la potenzialità di Unimore». —
Leonardo Grilli
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