Bullismo, la 26enne condannata per le botte ma non per la rapina
reggio emilia
Alla fine si è alleggerita di molto la posizione della senegalese 26enne Mimì Seck, finita, con altre due minorenni, in un atto di bullismo al femminile – risalente all’11 maggio 2018 nel piazzale di via Pansa, proprio sotto le finestre della Gazzetta – con una studentessa reggiana picchiata e rapinata sia del telefonino che del portafoglio. Accusandola di lesioni e rapina, ieri la Procura ha chiesto per l’imputata quattro anni di reclusione. Al di là della perizia psichiatrica – che ha confermato la capacità d’intendere e di volere della giovane – il difensore Jenny Loforese (studio legale Bucchi) ha argomentato come la sua assistita avesse picchiato per futili motivi la studentessa, ma quella era stata l’occasione per le due minori per rapinare la vittima: «Mimì non era a conoscenza delle loro intenzioni». Il gup Dario De Luca ha accolto la tesi difensiva, condannando l’imputata a 6 mesi (pena sospesa) ma solo per lesioni. Le altre due saranno processate nel tribunale per i minori di Bologna. —
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