Il calcio dilettanti s’interroga «Fermiamoci fino a gennaio»
Sacrificare la coppa o fare partite di sola andata I dirigenti delle società non escludono nemmeno lo stop definitivo
Reggio Emilia
Come stabilito dall’ultimo Dpcm, i campionati di calcio non nazionali resteranno bloccati fino al 24 novembre: tuttavia, i dilettanti si interrogano sull’eventualità di una sospensione ben più lunga. Andrea Boni ha scritto a tutte le società emiliano-romagnole, dall’Eccellenza fino alla Seconda Categoria: la lettera inviata dal dg della Piccardo Traversetolo comprende tre possibili opzioni da suggerire al Crer, per variare il calendario ricominciando la stagione con il nuovo anno solare. «Nonostante sia di fatto il Coronavirus a dettare i tempi, la mia proposta verte in tre direzioni per cercare di avere una certezza progressiva su tutto ciò che può accadere – spiega Boni – Un’ipotetica ripresa a fine novembre è davvero una chimera, e l’uscita di un nuovo decreto che porti a un ulteriore rinvio non appare affatto così remota. In tal modo ci troveremmo a svolgere due mesi di soli allenamenti individuali: sarebbe inutile e dannoso, sia dal punto di vista fisico per i giocatori sia economicamente per le società».
Il direttore generale del club parmense, che disputa il girone A di Eccellenza, illustra quindi le possibili strade. «In ogni caso, il lavoro di allenamento ripartirebbe solo nel 2021. La prima ipotesi comprende lo svolgimento della Coppa e di tutte le giornate di campionato con spareggi, dal 13 gennaio al 26 giugno. La seconda prevede invece un annullamento della Coppa, come io auspicherei – aggiunge Boni – Così, il calendario dei campionati diventerebbe più sostenibile. In ulteriore alternativa le competizioni potrebbero riprendere a febbraio, sempre senza Coppa: in questo caso i campionati si svilupperebbero su gare di sola andata, con gironi finali di playoff e play out».
L’idea di ricominciare nel 2021 trova consensi da parte di quasi tutti i club reggiani di Eccellenza, con il Rolo come unica voce fuori dal coro. «Trovo che sia ancora troppo presto per prefigurare simili scenari – spiega il ds biancoblù Giancarlo Bruini – Meglio aspettare, e poi valutare se vi siano le condizioni per giocare a dicembre almeno 3 partite. Il tutto pensando intanto a potenziare le attività relative ai test e alla prevenzione».
«Concordo con Boni – commenta invece Alberto Zanichelli, presidente del Bibbiano San Polo – Peraltro, in inverno raffreddori e influenza stagionale si aggiungeranno al Covid: credo quindi che sia indispensabile riparlare di calcio non prima di gennaio, rinunciando alla Coppa e portando avanti solo le gare di andata e ritorno previste dal campionato». Andrea Rossetti si pone sulla stessa lunghezza d’onda: «Data la situazione, possiamo benissimo fare a meno della Coppa – sottolinea il ds del Campagnola – Adesso è saggio lasciar passare il 2020 e provare a ripartire nell’anno nuovo, concentrandoci sul completamento del programma di campionato definito l'estate scorsa». Alex Spaggiari è ancora più drastico: «Non è più il tempo di tentennare – evidenzia il presidente dell’Arcetana – Si può valutare una ripresa a gennaio o febbraio, giocando solo il campionato: tuttavia, a fine 2020 servirà un’ulteriore riflessione. Se la situazione non migliorerà, sarebbe meglio stoppare definitivamente la stagione: un ulteriore stop a febbraio o marzo farebbe solo male a tutto il movimento». —
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