«Il decreto ha livellato tutto e tutti Spero sia una misura transitoria»
REGGIO EMILIA
«Mi auguro che questa situazione sia davvero transitoria e limitata nel tempo, in modo che si possa ripartire al più presto tutti in presenza».
Non nasconde la sua delusione Ilenia Malavasi, vicepresidente della Provincia di Reggio Emilia con delega all’istruzione. «Sono delusa – spiega – perché durante l’estate abbiamo lavorato duramente per riaprire le scuole in settembre, e ora, dopo l’ultimo decreto ministeriale, ci troviamo nuovamente ad avere a che fare con la didattica a distanza. La situazione sanitaria non va certo sottovalutata, ma resto convinta che i ragazzi abbiano bisogno di andare fisicamente in classe perché la scuola è un percorso di vita, di crescita, che non può essere affrontato individualmente».
A rendere ancora più amareggiata la vicepresidente della Provincia è il fatto che, anche nella scuola, non si sia tenuto conto delle diversità: «Imponendo almeno il 75% delle attività didattiche a distanza – spiega – il decreto ministeriale ha di fatto livellato tutta Italia, senza tenere conto dei diversi contesti. Ogni regione e territorio avrebbero potuto analizzare la propria situazione e decidere misure a seconda del bisogno, ma così non è stato. Anche nella nostra provincia e nella nostra regione si assiste a un incremento dei positivi, ma non siamo certo a livello della Lombardia e della Campania. Eppure...».
Nella tarda serata di martedì la Regione Emilia Romagna ha recepito il decreto e ieri è stata diffusa l’ordinanza firmata dal governatore Stefano Bonaccini: «Entro il 29 ottobre – si legge – le scuole superiori decideranno in autonomia le modalità di attuazione del decreto, garantendo il 75% delle attività didattiche a distanza».
«La Regione non poteva fare altro – commenta la Malavasi – ma la ringrazio perché avrebbe potuto inasprire il decreto ministeriale e invece non l’ha fatto, andando a salvaguardare quel 25% in presenza. Inoltre ha giustamente sottolineato il bisogno di trattare con attenzioni gli studenti con disabilità, garantendo loro la didattica in presenza, e ha consigliato di differenziare i percorsi delle classi prime e quinte. In prima, infatti, ci sono alunni che non conoscono ancora la loro scuola e i loro docenti, alunni che hanno bisogno di iniziare un percorso di conoscenza che li porti a far parte della comunità scolastica. Le quinte, invece, a giugno dovranno sostenere l’esame e hanno alle spalle un anno molto difficile e diverso da quelli precedenti».
Entro domani tutte le superiori della nostra provincia dovranno iniziare un nuovo capitolo della “scuola ai tempi del Covid”: «Questa situazione non è semplice per nessuno – conclude la vicepresidente della Provincia – noi amministratori dobbiamo coniugare la qualità dei servizi con i diritti, in questo caso il diritto allo studio, e la tutela della salute... È un equilibrio davvero complesso. Ma dopo tutti i sacrifici compiuti dal personale delle scuole e anche degli enti territoriali, sono davvero dispiaciuta di dover tornare al punto di partenza. Spero che questa situazione sia solo provvisoria e si possa tornare tutti a scuola al più presto». —
M.R.
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