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«Unione allo sfascio discute ora il bilancio»

Da.Al.
«Unione allo sfascio discute ora il bilancio»

La presa di posizione del consigliere di minoranza Iotti «A due mesi da fine anno va in Consiglio la manovra ’20»

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VAL D’ENZA

L’Unione dei Comuni Val d’Enza domani approverà il Bilancio di previsione 2020. «Può sembrare uno scherzo, ma il consiglio dell’Unione dei Comuni è stato convocato giovedì per approvare il bilancio di previsione dell’anno in corso quando mancano due mesi alla fine». È quanto sottolinea Alberto Iotti, consigliere in Unione per Alternativa Civica per Sant’Ilario e Calerno.

«Siamo di fronte a un’assurdità – spiega Iotti in una nota – un monumento all’inutilità degli atti amministrativi, a una presa in giro del consiglio, al manifesto collasso dell’Unione Val d’Enza». Iotti spiega che questa non è una situazione generalizzata delle Unioni dei Comuni reggiane «è un caso che riguarda solo ed esclusivamente la Val d’Enza». Tanto è vero che bilanci di previsione sono stati già approvati dall’Unione Bassa Reggiana, dall’Unione Terra di Mezzo, dall’Unione Montana e dall’Unione Tresinaro-Secchia.

«In un precedente Consiglio i sindaci avevano promesso un coinvolgimento dei gruppi di minoranza nella redazione di questo pur inutile documento – continua Iotti – In ogni caso sarebbe stato un momento di confronto non formale sulle politiche dell’Unione, ma anche questo impegno non è stato mantenuto. Anche questa vicenda, dimostra quanto sia profondo lo sfascio in cui si trova l’Unione Val d’Enza che ha visto ben due scandali».

«I sindaci che si sono susseguiti al governo dell’Unione – prosegue – hanno dimostrato di non avere né l’impegno né la capacità per dare un senso positivo a questa istituzione. Anche ora si vuole tenere a galla una realtà che si è già dimostrata assolutamente non in grado di produrre un beneficio per i comuni e tanto meno per i cittadini».

«Sindaci e la maggioranza dovrebbero avere senso di responsabilità e prendere atto di questo fallimento – conclude la nota del consigliere di opposizione – Occorre ripensare l’organizzazione degli enti locali sul territorio e farlo operativamente, ad esempio riportando la polizia locale al servizio diretto dei comuni. Ci chiediamo come faccia la Regione a tollerare una situazione come questa. Di fronte a un fallimento, il principio di realtà dovrebbe venire prima dell’appartenenza politica. La situazione è inaccettabile e prenderne atto è l’unico modo per evitare un ulteriore degrado». —

Da.Al.

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