Alla casa protetta di Rubiera gli ospiti positivi sono venti
Sei dei 24 pazienti sono ricoverati in ospedale, uno in condizioni gravissime
RUBIERA
Si prepara a rinforzare l’organico il luogo reggiano sinora più segnato dalla seconda ondata di contagi, la Cra comunale di Rubiera gestita dalla cooperativa ElleUno. Da un paio di settimane la casa di riposo è praticamente isolata, dopo che i primi tamponi effettuati su alcuni anziani ospiti hanno dato esito positivo. In un primo momento, i contagiati erano una decina, il numero è cresciuto progressivamente e buona parte dei pazienti è affetta dal Covid: ora il numero è pari a 26, a cui aggiungere dieci operatori socio-sanitari, dipendenti di ElleUno. Dopo la scoperta del focolaio, la struttura rubierese è stata presidiata anche da personale dell’Ausl reggiana, come da prassi in questi casi. A breve dovrebbero arrivare forze nuove per garantire il servizio in piena efficienza. «ElleUno è inoltre al lavoro per rinforzare l’organico di infermieri e Oss: sono attive specifiche selezioni e dalla settimana prossima entrerà in struttura nuovo personale», è l’annuncio della cooperativa. Come sempre in questa fase così complessa, i numeri sono particolarmente complessi da interpretare. Dall’avvio dell’emergenza nella Cra, tre ospiti sono morti, due in struttura e uno nell’ospedale dove era stato ricoverato per un peggioramento delle proprie condizioni; di questi, almeno due sono da considerare decessi causati dal contagio. La Cra rubierese può ospitare sino a 36 persone, il numero era stato ridotto di qualche unità proprio per mantenere spazi larghi ma una volta partita la trasmissione è risultata inevitabile. A oggi, si parla di 26 pazienti contagiati, a cui aggiungere i due scomparsi.
Venti ospiti sui 24 attualmente presenti nel complesso sono positivi; altri sei anziani affetti da coronavirus si trovano invece in ospedale. Fra i ricoverati, una persona è in condizioni molto serie, per problemi sanitari progressi, mentre gli altri cinque sembrano in miglioramento, nessuno è in terapia intensiva. Sono tutti in quarantena domiciliare gli operatori positivi.
Mentre gli ospiti sono quasi tutti residenti nel comune di Rubiera, come da regolamento della Cra, i lavoratori provengono da diverse zone reggiane e modenesi, e i loro contagi non sono stati calcolati nel computo territoriale rubierese. Per chi si trova nella Cra, gli esami sono ormai una costante. La settimana scorsa ospiti e dipendenti sono stati sottoposti ad un nuovo tampone ed in base agli esiti gli spazi interni sono stati nuovamente riorganizzati in base alle condizioni di ciascuno; chi è risultato positivo dovrà effettuare nuovi test, già programmati. Il quadro così severo ha portato a enormi e comprensibili preoccupazioni sia fra i familiari dei pazienti sia fra i residenti rubieresi, colpiti per la situazione così complessa che devono affrontare i loro anziani compaesani. I contatti con le persone all’interno della Cra sono ridotti a zero, per evitare ulteriori rischi, l’amministrazione comunale ha cercato di raggiungere i parenti man mano per fornire informazioni e vicinanza, soprattutto nei primi giorni, quelli delle conferme, e in quelli dei lutti. ElleUno nel frattempo ha attivato un servizio di video-chiamata, per permettere almeno saluti a distanza. Chi ha potuto ha messo a disposizione cellulari propri, negli altri casi è intervenuto il Comune donando dei tablet con cui gli operatori hanno poi chiamato le persone all’esterno. —
Adr.Ar.
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