Metti un anno scolastico tra le collezioni dei Musei
Sono due le classi ospitate dal 14 settembre nel palazzo di via Spallanzani L’ambiente sta fornendo agli studenti stimoli per praticare ricerche istruttive
REGGIO EMILIA
Il decreto del 13 ottobre, che vieta le uscite didattiche e i viaggi d’istruzione, non recide il rapporto che da cinquant’anni lega i Musei civici con le scuole reggiane.
Anzi, quattro classi trasferite nei suoi locali hanno a portata di mano collezioni di scienze, arte e archeologia, mentre per tutte le altre è stato creato un collegamento telematico che consente di esplorarle a distanza. I nostri Musei civici avevano una contiguità fisica con le scuole quando il palazzo San Francesco che li ospita era occupato nei piani superiori dallo storico istituto tecnico Angelo Secchi e dalla scuola media Amedeo di Savoia Aosta.
Dall’inizio del corrente anno scolastico questa prossimità si è rinnovata a causa dei provvedimenti contro la pandemia, che hanno costretto a dislocare parecchie classi in aule aggiuntive esterne. Due classi della scuola primaria Zibordi, appartenente all’istituto comprensivo Leonardo da Vinci, sono ospitate nel Palazzo dei musei, in via Spallanzani. Due classi della media Manzoni sono collocate nella Biblioteca delle Arti, in piazza della Vittoria. I locali che le accolgono forniscono ai ragazzi stimoli per praticare sul campo ricerche istruttive grazie ai tanti materiali che sono custoditi in quegli edifici. L’emergenza sanitaria si è così trasformata nell’opportunità di avviare, in collaborazione con i docenti statali, il progetto “Scuola Diffusa”.
Gli alunni si sono avvicinati alle collezioni con curiosità e attenzione, esplorandole in autonomia o in piccoli gruppi. Gli insegnanti stanno sperimentando un modo diverso di fare scuola tramite una coprogettazione a lungo termine con gli educatori del Museo, il personale di Officina educativa e i pedagogisti dell’Università di Modena e Reggio, che studieranno l’efficacia dell’ambiente museale nello sviluppo del pensiero critico.
Inoltre era prevista l’esperienza della “Scuola in museo” per tutte le classi dell’istituto comprensivo Manzoni, da attuare per una settimana fra le collezioni museali. Vista la difficoltà di attuare per le scuole le 60 attività in presenza programmate per quest’anno, i Musei offrono loro la possibilità di prenotare la partecipazione ai laboratori a distanza in videoconferenza. Martedì prossimo questi temi saranno approfonditi nel terzo appuntamento web del ciclo “City Talk | Reggio Emilia. La Cultura per immaginare il futuro”, che prevede conversazioni con i protagonisti della scena culturale e artistica contemporanea. «Con questo progetto di grande innovazione – spiega Riccardo Campanini, responsabile dei progetti educativi Natura-Scienza – il museo conferma ancora una volta di essere il luogo in cui la dimensione dinamica e concreta del fare integra il percorso didattico degli studenti sfruttando la ricchezza delle collezioni e la meraviglia quotidiana che da esse scaturisce». «Quest’anno scolastico problematico – dice l’assessore a cultura e pari opportunità Annalisa Rabitti – ha l’occasione di diventare un anno indimenticabile».
Raffaella Curioni, assessore all’educazione, cita Loris Malaguzzi: «Lo spazio fisico dovrebbe essere così importante nel processo di apprendimento da diventare il terzo insegnante, dopo l’adulto e i ragazzi. Con il progetto “Scuola Diffusa” si è cercato proprio questo». —
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