Spari in piazza, incarico a un medico legale per capire se potevano uccidere i ragazzi
La procura ha affidato l’incarico: all’udienza si presenta anche Eddine Bensetira, considerato l’obiettivo di Lombardi
REGGIO EMILIA
Gli spari in piazza del Monte rimbombano ancora nei ricordi dei giovani feriti da Gaetano Lombardi, accusato della sparatoria avvenuta nella notte di sabato 17 ottobre nel centro di Reggio Emilia. Gli avvocati dei cinque ragazzi rimasti feriti sono giunti ieri in procura, nell’ufficio del sostituto procuratore Laura Galli, titolare dell’indagine. Un incontro durante il quale è stato conferito l’incarico alla dottoressa Eva Montanari dell’istituto di medicina legale di Ancona, per l’effettuazione di un esame irripetibile.
La consulente dovrà mettere nero su bianco di che natura e qual è l’entità delle ferite riportate dai cinque ragazzi colpiti dalle pallottole sparate con una pistola calibro 6,35, impugnata quella sera da Lombardi, che poco dopo il fatto aveva ammesso le proprie responsabilità dopo essere stato identificato e arrestato nell’abitazione dove viveva sempre a Reggio, in Corso Garibaldi.
Sembra per ora accertato che Lombardi abbia sparato nove colpi di pistola contro il gruppetto di ragazzi con cui aveva avuto una lite in strada scoppiata per motivi banali. A far fuoco è stata una pistola di piccolo calibro, una Beretta 6,35, risultata peraltro rubata in provincia di Reggio Calabria e trovata dai poliziotti dietro al battiscopa in cucina nell’appartamento del 43enne. I reati contestati sono tentato omicidio plurimo e detenzione illegale di arma comune da sparo.
Ora, però, il procedimento giudiziario, ancora in fase di indagine preliminare, prevede che vengano fissate alcune prove in attesa dell’eventuale processo.
Nell’incarico affidato al medico legale, c’è anche la richiesta di capire se gli spari – per la zona colpita e l’offensività della pistola, considerato anche il margine di errore nel tiro con l’arma da fuoco – siano stati potenzialmente idonei a causare la morte dei cinque feriti.
Viene inoltre richiesto quali sarebbero state le conseguenze in assenza dell’intervento dei sanitari, successivo all’ingresso in pronto soccorso, e se le conseguenze degli spari abbiano o meno messo in pericolo di vita le persone ferite.
Lombardi, difeso dall’avvocato Gaetano Bianco del foro di Nola, non era presente ieri. C’erano invece Giacomo Fornaciari, Federico De Belvis e Laura Incerti, avvocati incaricati dai feriti. A fare capolino anche Eddine Salah Bensetira, 20 anni, italiano di origini algerine, considerato il vero obiettivo della follia di Lombardi, che ha aperto il fuoco alle 22.40 di quel sabato sera. Il 43enne napoletano aveva incrociato i ragazzi in Piazza Martiri del 7 Luglio, dove hanno avuto un banale litigio. Si sono toccati mentre camminavano, hanno discusso forse per chi doveva avere la precedenza per passare. Sono volati insulti, ma sembrava finita lì. L’uomo, invece, poco dopo ha raggiunto i giovani, si è avvicinato e ha tirato fuori la pistola.
Tra i cinque ragazzi Bensetira aveva riportato la ferita più grave, finendo in prognosi riservata all’ospedale Santa Maria Nuova per il perforamento di un polmone. Una sparatoria avvenuta nella piazza centrale, affollata di persone e ripresa dai telefonini. All’inizio in molti avevano pensato all’esplosione di semplici petardi, poi il fuggi fuggi e il sangue dei feriti ha creato non poca paura e confusione. Le forze dell’ordine, presenti in gran numero anche per i controlli anti Covid nel giro di poche ore hanno identificato e rintracciato Lombardi, ora in carcere. —
Enrico Lorenzo Tidona
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