A guidare la protesta di mercoledì contro le chiusure l’uomo anti Bibbiano
A organizzarla Papi, volto noto attivo contro gli affidi illeciti: «Ma non centriamo nulla con chi ha assaltato il municipio»
REGGIO EMILIA. Ora alleva le sue capre a Villa Minozzo, ne vende il formaggio biologico e privatamente aiuta famiglie con minori in difficoltà. Enrico Papi, spesso al centro di interviste e manifestazioni contro i presunti affidi illeciti in Val d’Enza, è l’uomo che collega “Bibbiano” alle proteste anti chiusure e anti mascherine che si sono svolte mercoledì sera in piazza Prampolini. L’ex educatore reggiano, che ha svolto per 30 anni servizio nelle case famiglia per minori e per cinque anni nei servizi sociali di Reggio Emilia, si era licenziato circa due anni fa presentando al contempo un esposto in Procura e denunciando “irregolarità” nel sistema affidi.
Papi è poi diventato un volto e una voce molto conosciuta all’interno delle manifestazioni scoppiate a seguito dell’inchiesta “Angeli e Demoni”. Inviti sul palco, interviste, in quegli ambienti le sue testimonianze sono state spesso prese come l’esempio di un uomo virtuoso che ha avuto il coraggio di rinunciare a 30 anni di lavoro, licenziandosi. Poi, non molto tempo fa, la “discesa in campo” non solo per occuparsi delle sue capre ma, anche, di politica. L’ex educatore, attualmente, è infatti responsabile regionale per le politiche sociali con “Realtà popolare”, un movimento nato da poco, e proprio con questo ruolo ha organizzato la manifestazione di mercoledì, definita da lui stesso «un’idea di protesta nata fra amici che gestiscono alcuni locali».
Da Bibbiano al Covid, le idee di Papi restano comunque fortemente “controcorrente”, per così dire, anche per quanto riguarda la pandemia. «Vorrei non pensare – ci racconta ad esempio al telefono, mentre sta vendendo il suo formaggio – che il virus sia stato creato per sterminare una fascia precisa della popolazione. Ma ci sono più prove che vanno in quella direzione. Io so solo quel pizzico di biologia studiata all’università ma prendi quello che ha detto Bill Gates, che ha previsto la pandemia esattamente com’è adesso, o Ursula von der Leyen (presidente della Commissione europea, ndr), che poco tempo fa diceva che il problema più grosso dell’Europa saranno gli anziani e le persone fragili...».
Nonostante questo però, prosegue Papi sulla falsa riga di quanto aveva già detto in piazza Prampolini mercoledì sera, «io non mi definisco negazionista. Io credo al Covid, c’è ed è fetente, ma è ben mirato. E i pipistrelli non centrano nulla con la sua diffusione».
Bislacche teorie a parte – che, per dovere di informazione, non sono confermate da nessuno studio scientifico ufficiale – l’ex educatore si dissocia totalmente dal tentativo di invasione del municipio avvenuto al termine della manifestazione.
Anzi, le sue parole sono durissime contro quel gruppo di facinorosi accusati di aver «inquinato» una protesta pacifica e legittima: «Mi hanno dato molto fastidio quei deficienti che volutamente sono venuti a dare fastidio, pensi che durante la manifestazione, mentre parlavamo e c’era chi raccontava la sua tragedia, avevano già iniziato a dire parolacce. Alla fine, visto che non venivano calcolati, hanno chiamato altri amici loro. Erano fuori controllo, ubriachi e forse anche fatti ma la manifestazione era già terminata».
Per calmare gli animi, prosegue Papi, «ho provato con la Digos a parlare con loro ma quando ho visto che erano degli squilibrati me ne sono tirato fuori e siamo andati via. Ci dissociamo totalmente e mi dispiace che sia passato solo il loro messaggio, abbiamo cercato di cacciarli ma non ci siamo riusciti. Non so da chi siano stati mandati, spero da nessuno, ma i cambiamenti non li ottieni con la guerra. Se arrivi alla guerra sei già arrivato alla fine». —
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