Addio a Demos Caprari il “poliziotto buono” che fondò l’Antidroga
L’agente della Municipale in pensione è morto ieri a 71 anni Commosso il ricordo dei colleghi: «Era un grande uomo»
reggio emilia
Ha lavorato per anni a stretto contatto con gli spacciatori, combattendo duramente lo smercio e il consumo di droga. Ma non ha mai perso la sua umanità, la sua voglia di aiutare le persone, spesso giovani e giovanissimi, cadute nella spirale della tossicodipendenza.
Questo, e molto altro, era Demos Caprari, l’agente di polizia locale scomparso ieri dopo aver compiuto da poco, l’11 settembre, 71 anni.
Un volto storico, colui che portò alla creazione del Nucleo antidroga della Municipale da lui stesso diretto fino alla pensione, nel 2001, quando lasciò il ruolo a un altro compianto collega: un brillante Stefano Caroni, suo grande amico, deceduto nel 2016. Negli anni Caprari ha condotto e diretto molte operazioni di successo contro lo spaccio, sfruttando sempre la sua grande conoscenza del territorio e di chi lo abita. Il suo interesse, però non si fermava al lato repressivo del mestiere di poliziotto.
In tanti rammentano il suo impegno nel recupero di giovani che, anche grazie a lui, sono riusciti a uscire dal tunnel della droga. A ricordarlo con orgogliosa commozione è Davide De Pietri, un altro più giovane membro dell’Antidroga della Municipale ancora in servizio e che da Caprari ha appreso non solo un mestiere ma anche un’attitudine, un modo di essere. «Quando Demos arrestava qualcuno – racconta – era ligio al dovere ma gli dispiaceva anche perché voleva aiutare con quella sua sorta di umanità incredibile che lo ha sempre contraddistinto. Per lui la cattura o la segnalazione in Prefettura di un ragazzino con una canna era una sconfitta della società». Tanto che, eseguito il suo dovere di agente, iniziava il “secondo lavoro” di Caprari: l’aiutare chi meritava aiuto. «Cercava di supportare i giovani, li mandava in comunità o indicava loro quali fossero le migliori, non era solo il poliziotto che faceva un arresto e finiva lì. Rimaneva in contatto con i genitori dei minorenni ed era davvero orgoglioso solo quando, magari dopo un anno o due, tornavano da lui per dirgli che erano usciti dal tunnel della droga».
Caprari lascia la moglie Rossella, storica titolare della birreria “Vecchia Reggio” di corso Garibaldi. I funerali si svolgeranno sabato con orario da definire mentre la camera ardente alle onoranze funebri Reverberi sarà aperta oggi dalle 8.30 alle 17. —
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