Al cimitero di Guastalla depredate anche le tombe dei bambini. E tra i familiari esplode la rabbia
Un fenomeno spregevole che continua a ripetersi. E ora c’è chi pretende le telecamere contro questi sciacalli
GUASTALLA. Torna la spregevole “moda” di rubare fiori e oggetti sulle tombe nei cimiteri. La rabbia corre sui social, sulla pagina di “Sei di Guastalla se...”. Un fenomeno che si ripete soprattutto nel periodo della ricorrenza dei morti.
Nel cimitero di Guastalla sono già stati segnalati casi di questo tipo: alla figlia di una defunta, è già la quarta volta che sulla tomba della madre spariscono fiori; ad un familiare di altri defunti è sparita una composizione floreale messa da poco sulla loro tomba.
Il familiare di un defunto esasperato dai furti, lo scorso anno, dopo che gli avevano portato via l’ennesima composizione aveva scritto un cartello: «A te che rubi sempre i fiori su questa tomba ti auguro di usarli presto sulla tua. Vergognati!».
Una signora, a cui i ladri hanno rubato fiori e una cornicina e che aveva chiesto di installare le telecamere si è sentita rispondere: «Lei è la prima che reclama». Un’altra signora scrive: «Proprio ieri sono andata in cimitero sulla tomba di mio padre e con rabbia e dispiacere ho avuto anche io questa sorpresa... non è il valore dei fiori che tra l’altro erano finti e neanche nuovi... Ma il gesto... Rubare su una tomba di un defunto è un atto da persone senza rispetto».
I ladri non si fermano neppure davanti alle tombe dei bambini: «È una vergogna!! Pure sulla tomba del mio nipotino hanno avuto il coraggio di rubare i fiori!!!». E c’è chi scrive, quasi rassegnata: «Purtroppo è un malcostume che si protrae da anni!Quante volte mia suocera è tornata piangente perché avevano asportato fiori e piante davanti al marito! Fiori e oggetti rubati davanti a morti nel più totale spregio del dolore che un simile gesto provoca nei familiari. Purtroppo è un fenomeno difficile da contrastare, servirebbero telecamere, ma è chiedere troppo... Un gesto esecrabile e meschino, di una bassezza fuori dal comune».
Ci sono poi persone che segnalano episodi capitati in altri cimiteri proprio a confermare l’odioso fenomeno dei furti: «Io sono di Reggiolo: mi sono spariti per ben due volte le pile dei cerini a batteria in un loculo in alto. Gente di m...a che non hanno rispetto neanche dei morti».
A Viadana nel mantovano: «A me hanno rubato la lampadina del cero, chi ha le cappelle è costretto a chiuderle a chiave, perché hanno rubato soprammobili portafotografie e anche le tende, sarò cattiva ma auguro a queste persone, che i soldi che hanno risparmiato per l’acquisto di questi beni, gli vadano tutti in medicine».
A Suzzara, addirittura, la figlia ha denunciato il furto di un’intera lapide in marmo della tomba del padre. Oltre al danno la beffa perché non ha avuto nessun risarcimento: il Comune e Tea Servizi cimiteriali, non hanno nessuna assicurazione. Anzi, in base a un proprio regolamento di polizia cimiteriale sono “esenti da responsabilità per furti o danneggiamenti”.
E su Facebook un utente di Reggiolo scrive : «Non è possibile che i cimiteri siano in balia dei ladri. Noi cittadini abbiamo diritto di difesa da parte delle istituzioni. I Comuni, nel nostro caso la Sabar, devono piazzare telecamere in tutti i corridoi, oppure darci il diritto di poterle mettere noi».
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