Necropoli e pire sulla Pietra Nasce il parco archeologico
Progettato da Comune e Musei Civici di Reggio, sarà realizzato a Campo Pianelli Riprodurrà l’area delle sepolture di un insediamento dell’Età del Bronzo
Castelnovo Monti
È l’area archeologica più importante dell’Appennino reggiano, e una delle più importanti della provincia di Reggio Emilia, ma fino ad oggi chi si recava a Campo Pianelli, alle pendici della Pietra di Bismantova, a brevissima distanza dal centro di Castelnovo Monti, aveva pochissimi elementi per rendersene conto. Ora in questo luogo sta per nascere un innovativo parco archeologico che consentirà ai visitatori di immergersi nel passato e comprendere cosa venne scoperto in questo luogo a partire dagli scavi di Gaetano Chierici e attraverso le campagne più organiche sviluppate a partire dal 1973.
Il parco archeologico è un intervento che sarà realizzato dal Comune di Castelnovo Monti, che si è avvalso di un progetto dell’archeologo Iames Tirabassi che per i Civici Musei di Reggio qui ha condotto diverse campagne di scavi. Collaborano i Musei, con la responsabile archeologa Giada Pellegrini, in un intervento che ha ottenuto il benestare della Soprintendenza di Bologna, l’impresa De Angeli di Castelnovo specializzata in restauro di edifici storici, e lo scultore Dario Tazzioli, che è specializzato nel realizzare opere utilizzando gli strumenti che c’erano a disposizione nel periodo a cui le opere stesse fanno riferimento, e in questo caso si cimenterà nella creazione e uso di strumenti che furono usati dagli artigiani dell’Età del Bronzo.
I reperti più interessanti emersi a Campo Pianelli, infatti, riguardano una necropoli a incinerazione dell’Età del Bronzo Finale (tra l’undicesimo e il decimo secolo avanti Cristo), e sono conservati ai Musei Civici di Reggio Emilia. Ora verranno ricostruite alcune tombe, con la tipologia dell’ossuario interrato, circondato da scaglie di pietra che saranno appositamente realizzate con gli strumenti disponibili a quel tempo da Tazzioli.
All’interno saranno posizionati i corredi rinvenuti nel corso degli scavi: non ovviamente i pezzi originali, che restano ai musei reggiani, ma delle riproduzioni fedeli, che saranno realizzate dagli artisti castelnovesi Marisa Grimelli e Luciano Giansoldati, con la partecipazione degli studenti dell’istituto comprensivo Bismantova e la supervisione della Funzionaria archeologo, Monica Miari, della Soprintendenza e di Tirabassi. Artigiani dell’Appennino replicheranno gli altri oggetti dei corredi, suppellettili in osso, in ambra e in bronzo.
Un progetto dalla fortissima valenza educativa (il parco archeologico una volta completato potrà ospitare scolaresche da tutta la provincia e non solo, con possibilità di allestire laboratori a tema) ma anche di promozione del territorio. Spiega Tirabassi: «Per realizzare il parco archeologico abbiamo individuato un’area relativamente pianeggiante posta all’esterno di Campo Pianelli, dato che tutta la superficie di tale “terrazzo” è interessata da antropizzazioni di età preistorica e protostorica e pertanto su di esso non si può intervenire. Si tratta comunque di un appezzamento molto vicino, dove è già stata realizzata un’apposita recinzione e verranno create le repliche di una decina di tombe, la riproduzione dell’area dei roghi dove i defunti venivano bruciati, e una serie di pannelli illustrativi didattici».
Le cassette litiche avevano lati di circa 40 centimetri: sia i lati esterni che il fondo e il coperchio superiore erano realizzati con scaglie di pietra estratte in loco. «Le tombe che abbiamo deciso di ricostruire – conclude Tirabassi – sono state scelte tenendo conto di vari parametri (in totale, nelle varie campagne di scavi, a Campo Pianelli sono state rinvenute circa 50 sepolture, ndr): dalla tipologia degli ossuari, in modo che la maggior parte di essi sia rappresentata per forma e decorazione, alla ricchezza dei corredi, sia maschili che femminili. Credo sia una scelta molto importante quella intrapresa dal Comune, per mettere a valore un luogo che per importanza archeologica è un unicum in Appennino e uno dei più importanti su tutto il territorio emiliano in un contesto, quello della Pietra di Bismantova, dove sono presenti anche testimonianze di frequentazioni Liguri e i resti del castello alto medievale, e che comunque presenta caratteristiche ambientali e paesaggistiche irripetibili».
Un entusiasmo che viene condiviso anche dall’assessore al Turismo e all’Ambiente Claudia Borghi: «Si tratta di un intervento che per noi riveste una grandissima importanza: avevamo questa eccellenza storica e archeologica nel luogo più turistico dell’Appennino, la Pietra di Bismantova, e che ne rappresenta l’identità, ma mentre gli aspetti ambientali, religiosi, e la fruizione sportiva della rupe sono ben noti e valorizzati, volevamo che emergesse in modo chiaro anche la storia della sua frequentazione umana, che rappresenta la nostra identità». —
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