«Vogliamo la verità su questo caso e pure su Sagliano, Forteto e Diavoli»
L’associazione “Famiglie separate cristiane”, che ha sede a Milano ed è membro del “Forum delle associazioni familiari”, interviene sulla vicenda degli affidi in Val d’Enza affermando di «condividere totalmente l’analisi fatta dall’avvocato Francesco Morcavallo. Dal lontano 1996 denunciamo queste situazioni quando un nostro socio, Guido Ferraro di Sagliano Micca, fu accusato insieme alla sorella e ai genitori di una serie di incredibili di atti di libidine e di violenza sui loro figli. La famiglia Ferraro concluse poi tragicamente la propria esistenza, lasciando, sul cruscotto dell’auto in cui trovarono la morte, un foglio con un ultimo messaggio “Siamo innocenti”».
Oggi inizia a Reggio Emilia il processo per i fatti di Bibbiano e della Val d’Enza.
«L’associazione “Famiglie separate cristiane”, che ha organizzato a Bibbiano il 20 luglio dello scorso anno, subito dopo l’emersione dello scandalo, una fiaccolata notturna con la partecipazione di 3.000 persone, non sarà a manifestare a Reggio Emilia venerdì 30 ottobre a causa delle limitazioni per il Covid – prosegue la nota –. Non per questo pensiamo di desistere perché vogliamo la verità su Bibbiano, su Sagliano Micca, sul “Forteto”, sui “Diavoli della bassa modenese” e su tanti altri casi simili. Ci rendiamo conto della difficoltà perché troppi politici, professionisti eccetera sono connessi, perché il business degli affidi è troppo grande! Siamo convinti che alcuni imputati verranno assolti perché i fatti che hanno commesso non costituiscono reato. Ciò nonostante, chiederemmo ai politici che già si sono occupati di Bibbiano almeno una condanna morale».
«Noi non pensiamo che Bibbiano sia solo “una leggera influenza” o che “la fine dei domiciliari a un imputato” rappresenti una assoluzione, ma solo, come tutti sappiamo, la non possibilità di reiterazione del reato e/o la possibilità di fuga dell’imputato stesso. Così come riteniamo che rappresenti un tentativo di nascondersi dietro al problema l’affermazione che abbiamo sentito “aspettiamo che la giustizia faccia il suo corso”. In tanti casi analoghi, quando l’evidenza delle prove era molto forte a tanti amministratori locali e a tanti politici, accusati di malversazione o di peculato, gli stessi responsabili del partito hanno chiesto di dare le dimissioni dai loro incarichi, o almeno hanno preso chiaramente le distanze, senza balbettare a mezza voce qualche mezza condanna una tantum . E ciò – conclude l’associazione “Famiglie separate cristiane” – riteniamo opportuno, oltre che per i politici, sia per tante associazioni molto più importanti della nostra che si occupano di famiglia e di minori e sia per le associazioni professionali del settore (psicologi, mediatori familiari, giuristi eccetera)». —
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