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il presidente del palazzo di giustizia 

Beretti: «Per questi maxi processi collegheremo audio-video tre aule»

t.s.
Beretti: «Per questi maxi processi collegheremo audio-video tre aule»

Il numero uno del tribunale spiega come saranno affrontati le cause affollate quando sarà smantellata l’aula-bunker «Organico carente del 75%»

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reggio emilia

L’udienza preliminare è ancora in corso quando il presidente del tribunale – Cristina Beretti – scende dal suo ufficio per verificare che tutto proceda nel modo auspicato. Alle spalle una settimana d’intenso lavoro che ha portato alla scelta d’emergenza, per un procedimento così affollato, di collocare il primo passaggio giudiziario di “Angeli e Demoni” all’interno della spaziosissima aula-bunker che rimarrà per sempre nella memoria collettiva reggiana come quella struttura che ospitò Aemilia, primo storico maxiprocesso alla ’ndrangheta al Nord e specificatamente in Emilia.

Un’occhiata veloce, poi l’inevitabile incontro con i giornalisti a taccuini spianati.

Dottoressa Beretti, come sta andando quest’ennesima prova non indifferente per il palazzo di giustizia di Reggio Emilia?

«L’appuntamento è in effetti difficoltoso, ma tutto si sta svolgendo in modo ordinato. La scelta dell’aula-bunker è stata condivisa con l’Ausl che dopo il sopralluogo ha dato il suo benestare. Una volta sistemati arredi ed apparecchiature, è stata fatta la sanificazione dell’ambiente. Igienizzanti a disposizione, come in tanti altri punti del tribunale, distanziamento sociale garantito, poi l’uso per tutti della mascherina».

Ma l’aula-bunker verrà presto smantellata e l’udienza preliminare sugli affidi andrà avanti con più “tappe”. Come si procederà a quel punto?

«In effetti è così, ma c’è da dire che sono in arrivo anche altri processi di queste dimensioni, come per esempio Grimilde. Quindi si è pensato di collegare, al primo piano, l’aula di Assise ed altre due limitrofe (la “5” e la “6”). Un collegamento audio-video che permetterà anche al pubblico, in caso di dibattimento, di seguire l’evolversi delle udienze»

Il Covid picchia anche in tribunale, con il recente caso del giudice civile risultato positivo. Com’è la situazione?

«Il caso del collega è sotto controllo, abbiamo seguito le procedure che indica l’Ausl in questi casi. Speriamo che non vi siano altri casi. Comunque, a protezione del palazzo di giustizia il Ministero ha messo a disposizione le risorse. All’inizio abbiamo avuto qualche problema nel reperire le mascherine, problema ora del tutto superato: al personale, ogni settimana, ne vengono consegnate cinque, affinché le cambino in ogni giornata lavorativa. Nelle stanze dei magistrati vi sono le protezioni in plexiglass, c’è un confronto continuo con l’Ausl».

Lei non ha mai nascosto i problemi d’organico che attanagliano il tribunale di Reggio Emilia. Cosa sta accadendo?

«La situazione resta difficile. Come scopertura di personale siamo ormai al livello di guardia, si arriva al 75% in alcuni settori, le cancellerie sono al 60%. Sono al lavoro solo 6 su 16 dei funzionari con potere di firma. Cerchiamo di andare avanti ugualmente. Vedremo...». —

t.s.

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