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I difensori sono pronti ad alzare le barricate «Fatti strumentalizzati»

TIZIANO SORESINA AMBRA PRATI
I difensori sono pronti ad alzare le barricate «Fatti strumentalizzati»

Tarquini su Carletti: «Il sindaco è sereno, sa di essere estraneo alle accuse» Cataliotti rappresenta la Scrittore: «Non c’entra con i reati contro i minori»

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REGGIO EMILIA

Al termine dell’udienza preliminare l’avvocato Liborio Cataliotti ci tiene, davanti ai taccuini, a fare un distinguo, annunciando che farà in aula le barricate.

Difende la 55enneDaniela Scrittore, referente programmazione politiche e familiari e del welfare del Comune di Reggio Emilia, che nelle vesti di persona informata dei fatti ha negato – secondo l’accusa – di aver partecipato nel 2016 sia alla ricerca di mercato dei partecipanti di gara che alla formulazione della valutazione tecnica per un corso di formazione per operatori socio sanitari integrati della Ausl. Un depistaggio per il pm Valentina Salvi che ha condotto l’inchiesta.

IL DISTINGUO

«La mia assistita ha un ruolo apicale nel servizio per l’infanzia di Reggio Emilia – entra nel merito il difensore Cataliotti – ed è accusata di un reato contro l’amministrazione della giustizia. Ma ci tengo a sottolineare pubblicamente che i profili di ipotetica responsabilità che vengono ascritti a pubblici funzionari o amministratori, non hanno tendenzialmente nulla a che vedere con il pregiudizio rispetto a interessi o diritti facenti capo ai minori. Dove si parla di reati che riguardano la pubblica amministrazione o lo sviamento delle indagini, non afferiscono minimamente alla tutela dei minori, lo dico per evitare strumentalizzazioni che purtroppo in quest’anno ci sono già state. Le responsabilità ipotizzate le neghiamo totalmente. Comunque non è possibile che una persona come la Scrittore si veda nel calderone di coloro che vengono accusati di aver nuociuto ai bambini, laddove viene accusata di non aver detto detto tutto cioà che sapeva in una sit (spontanee informazioni testimoniali, ndr)».

Attenderà la prossima udienza, in attesa di visionare la memoria difensiva dei legali di Federica Anghinolfi, l’avvocato Federico De Belvis, che rappresenta ben quattro imputati: Maria Pia Veltri di Quattro Castella, coordinatrice 63enne dei Servizi sociali dell’Unione Val d’Enza, nel frattempo andata in pensione (è accusata di frode processuale, depistaggio, falso ideologico), Sarah Testa, la 32enne di Torino psicoterapeuta della “Hansel e Gretel” (per abuso d’ufficio insieme a Carletti, Bolognini e Foti), l’assistente sociale dell’Unione Sara Gibertini, 38 anni di Bibbiano (per falso ideologico e violenza privata), e la psicologa Katia Guidetti (per falso ideologico). In una fase iniziale dell’inchiesta, Veltri è finita ai domiciliari, mentre Testa e Gibertini (codifese dall’avvocato Francesca Guazzi) sono state colpite dalla sospensione dalla professione per sei mesi. Misure restrittive già decadute o terminate.

la nullità

«Idealmente – ha detto in aula l’avvocato Federico De Belvis – aderisco all’eccezione formulata dalla difesa di Federica Anghinolfi, limitatamente alla nullità di richiesta di rinvio a giudizio (presentate dagli avvocati Ognibene e Mazza, di cui parliamo a pagina 3, ndr). Mi riservo però di formularla alla prossima udienza, all’atto della visione della memoria di Anghinolfi».

Adesione che, invece, c’è stata concretamente in aula da parte dei difensori di Andrea Carletti – cioè il professor Vittorio Manes e l’avvocato Giovanni Tarquini – che ritengono leso il diritto di difesa. Rimarcano che il sindaco di Bibbiano «è sereno, perché sa di essere estraneo alle accuse». Per la prima volta Carletti diserta un’udienza.

«FATTI DEFORMATI»

Poi i due difensori entrano più nel merito: «Attendiamo con particolare attenzione la verifica delle accuse in giudizio – sottolineano – dopo un violento processo mediatico, fortemente strumentalizzato anche in chiave politica, che ha deformato fatti e responsabilità . Confidiamo di poter dimostrare la assoluta estraneità del sindaco Carletti da ogni condotta illecita, la sua piena buona fede e trasparenza».

Misura le parole l’avvocatessa Valeria Miari che rappresenta l’Unione dei Comuni della Val d’Enza e in aula ha chiesto la costituzione di parte civile.

«problemi enormi»

«Una costituzione di parte civile contro tutti gli imputati indistintamente – spiega – perché vi sono state delle condotte che se confermate all’esito del giudizio hanno causato enormi problemi all’Unione e che devono essere risarciti. Intendiamo partecipare al procedimento, unica sede deputata per valutare se vi siano o meno queste responsabilità».

TIZIANO SORESINA

AMBRA PRATI

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