La protesta di un papà «Mi hanno tolto i figli in modo ideologico»
reggio emilia
Come da tempo ha rivelato la Gazzetta, vi è un filone-bis di “Angeli e Demoni” in cui sono pian piano confluiti casi di affidamenti sospetti e su cui gli inquirenti non hanno ancora completato gli accertamenti, a cui si aggiungono nuovi casi denunciati da genitori naturali ai ferri corti da tempo con il Tribunale dei minori di Bologna.
E sulla trentina di affidi su cui si sono concentrate le attenzioni degli inquirenti, sono poi sopraggiunti altri dieci esposti indirizzati alla Procura e con oggetto allontanamenti di bambini in cui viene contestato sempre l’operato dei Servizi dell’Unione Val d’Enza. Le dieci famiglie che hanno chiesto approfondimenti da parte del pm Valentina Salvi, sono tutelate dall’avvocato Patrizia Micai.
E in questo secondo solco investigativo dice di essere stato collocato un libero professionista 50enne della Val D’Enza che ieri mattina – davanti al palazzo di giustizia – ha voluto vedere con i propri occhi quanto accadeva in tribunale, raccontando pure la sua storia ai cronisti. Gli sono stati sottratti – a suo dire – i figli: «Credo di essere stato la prima vittima di questo disegno, colpito in modo ideologico. Sono stato accusato di essere omofobo, ma non è certo così. Chiederò un maxi risarcimento, ma non c'è risarcimento che potrà mai ripagarmi delle notti insonni trascorse pensando ai miei figli. Hanno detto persino che la mia casa non fosse idonea per crescere i figli. Per non parlare delle frasi fasulle. Da una normale separazione – conclude – con inevitabili dissapori e dispetti fra marito e moglie, sono poi intervenuti i servizi sociali ed è stata per me la fine, senza nemmeno l’ombra di violenze, maltrattamenti ai figli». —
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